Sciopero e presidio alla Pilenga di Comun Nuovo

Sciopero e presidio alla Pilenga di Comun Nuovo

Sciopero e presidio all’esterno della ditta “Fonderie e officine Pietro Pilenga” di Comun Nuovo. L’azienda, che occupa circa 200 lavoratori, si trova da tempo in una situazione di relazioni sindacali al lumicino e di rapporti tra proprietà e dipendenti al limite della sopportazione: cassa integrazione e ferie forzate comminate in punizione di comportamenti altrimenti “normali”, come congedi familiari e malattie, oppure ritorsioni economiche per ipotizzati errori nella produzione.

Questa mattina i dipendenti dello stabilimento bergamasco si sono ritrovati all’ingresso della ditta in via Spirano per testimoniare una situazione non più tollerabile.

Denunciamo con questa iniziativa l’insopportabile clima aziendale e la mancanza di relazioni sindacali serie su questioni importanti come la salute la sicurezza e l’ambiente di lavoro dice Paolo Biava, di FIOM CGIL -. Chiediamo che si riprenda una dialettica costruttiva attraverso il coinvolgimento dei rappresentanti sindacali e delle organizzazioni provinciali anche in vista del rinnovo del prossimo integrativo”. Gli fa eco Mirco Locati, di FIM CISL: “Riteniamo importante avere delle relazioni sindacali proficue e per questo chiediamo all’azienda di cambiare l’approccio nei confronti delle OO.SS. È indispensabile che i dipendenti siano trattati con rispetto e che non si possono avere atteggiamenti ritorsivi per coloro che usufruiscono di diritti come congedi parentali, congedi straordinari o chiedono la malattia professionale. Infine, riteniamo assurdo usare i dipendenti come cassa , addebitando loro presunti errori e chiedendo cifre assurde”.

La situazione in azienda è da sempre difficile, dicono i rappresentanti di FIM e FIOM, ma nell’ultimo anno le relazioni sono anche peggiorate. Dal 2025 l’azienda fatica a rispondere alle Organizzazioni Sindacali e non fa incontri di nessun tipo, se si esclude quello per la cigo, obbligatorio per legge. Durante la Cigo, Pilenga ha usato la cassa in maniera punitiva lasciando a casa “chi gli sta antipatico( tra i quali il nostro delegato), chi ha usato congedi parentali , congedi straordinari o chi a chiesto la malattia professionale. A questi finita la cassa ha iniziato ad usare lo strumento delle ferie obbligate. In ultimo, per problemi legati a un macchinario e ad alcuni dischi usciti con una quota sbagliata  vengono addebitati a dipendenti i costi commerciali persi

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