Questa mattina 13 aprile 2026, i lavoratori della sanità privata lombarda hanno protestato con un presidio davanti alla Prefettura di Milano, in preparazione dello sciopero che CISL FP, FP CGIL e UIL FPL hanno proclamato, a livello nazionale, per venerdì prossimo, 17 aprile, per chiedere il doveroso rinnovo dei contratti nazionali ARIS e AIOP, fermi da anni e ormai del tutto inadeguati rispetto al lavoro svolto e all’aumento del costo della vita.
“Parliamo di decine di migliaia di professioniste e professionisti che ogni giorno garantiscono cure, assistenza e servizi essenziali nei reparti ospedalieri, nelle strutture riabilitative e nelle RSA – dice Caterina Dezio, segretaria CISL FP Bergamo -. Un lavoro di grande responsabilità, spesso svolto nelle stesse strutture e con le stesse competenze del servizio pubblico, ma con salari più bassi e diritti contrattuali più deboli. È una situazione inaccettabile. AIOP e ARIS devono prendere atto che il quadro sta diventando insostenibile ed è fuori controllo. In diverse aziende a loro associate, per trattenere i professionisti, si interviene già con riconoscimenti economici”.

In Lombardia, importanti gruppi della Sanità privata accreditata hanno annunciato misure significative a favore dei propri dipendenti. Sono scelte che i sindacati valutano positivamente, perché ristorano almeno in parte il valore del lavoro sanitario, ma lasciano i professionisti in balia di decisioni aziendali e spesso svincolano dalla contrattazione e dalla vera tutela salariale che è il contratto nazionale. I sindacati di categoria sostengono da tempo che le risorse esistono.
“Se alcune realtà sono in grado di destinarle ai lavoratori – continua Dezio -, è evidente che il problema non è la loro assenza, ma la mancanza di volontà di rinnovare i contratti nazionali. Non si può continuare così: mentre alcune strutture fanno passi avanti, ARIS e AIOP continuano a tenere bloccati i tavoli contrattuali, lasciando circa 300 mila lavoratrici e lavoratori senza un adeguamento salariale dignitoso. Il rischio è evidente: una Sanità privata che, in assenza di un rinnovo del contratto, a breve si ritroverà con dipendenti costretti a rivolgersi ad altri datori di lavoro”.









