Usura: operativa la riforma del Fondo di prevenzione del Ministero dell’Economia. Le novità e il ruolo di Adiconsum

riforma del Fondo di prevenzione del Ministero dell’Economia

È entrata ufficialmente in vigore la riforma del Fondo del Ministero dell’Economia e delle Finanze (MEF) per la prevenzione del fenomeno del sovraindebitamento e dell’usura. Il Decreto Ministeriale del 27 febbraio 2026, attuativo della Legge di Bilancio 2025, rinnova e rafforza il Fondo, rendendolo più moderno, efficiente e accessibile per chi è in difficoltà, riducendo il rischio di ricorso a prestiti a tassi estorsivi. Vediamo nel dettaglio.

La storia del Fondo

Il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura è nato trent’anni fa con la Legge 108/1996, che in tre decenni ha permesso a famiglie e piccole medie imprese in difficoltà di accedere a oltre 2 miliardi di euro di credito legittimo, allontanandole dai circuiti illegali.

L’impegno di Adiconsum nella prevenzione e nella gestione del sovraindebitamento

Da quasi 30 anni, Adiconsum è l’unica associazione consumatori che gestisce a livello nazionale, su incarico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, istituito dall’art. 15 della Legge 108/1996.

Il Fondo è pensato per famiglie (e imprese familiari) che si trovano in una situazione di difficoltà economica e non riescono più a far fronte alle proprie spese:

  • Pagare vitto, affitto, mutuo, bollette
  • Sostenere spese sanitarie
  • Rispettare gli impegni finanziari già assunti (prestiti, rate, ecc.).

Attraverso il Fondo è possibile ottenere un prestito agevolato garantito da Adiconsum per consolidare tutti i debiti e restituirli a tassi minimi.

Le principali novità della riforma

Di seguito riportiamo in sintesi le principali novità della riforma del Fondo:

  • Monitoraggio più efficace: viene introdotto un sistema informativo rinnovato che consentirà un controllo più puntuale sull’utilizzo delle risorse pubbliche.
  • Valorizzazione degli enti virtuosi: Confidi, Fondazioni e Associazioni che hanno dimostrato nel tempo maggiore capacità di impiego dei fondi a favore di famiglie e PMI saranno privilegiati.
  • Coordinamento con il Fondo di garanzia PMI: le regole operative diventano più chiare e semplificate.
  • Ampliamento dell’intervento: il Fondo ora include il microcredito e si apre a nuovi soggetti finanziatori, oltre alle banche tradizionali (intermediari finanziari e operatori di microcredito).
  • Maggior flessibilità: estese le tipologie e la durata dei finanziamenti; i Confidi possono erogare finanziamenti diretti fino a 40.000 euro.
  • Costi calmierati: le PMI potranno accedere alle garanzie e ai finanziamenti diretti dei Confidi con un costo massimo dello 0,50% dell’importo.
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