Le provincie di Bergamo e Brescia rappresentano uno dei principali poli nazionali per la produzione di energia idroelettrica, con un numero particolarmente elevato di concessioni. Si tratta di un patrimonio infrastrutturale e produttivo di enorme valore, un vero e proprio asset strategico per il territorio, e un posto di lavoro per circa 150 addetti. Molte concessioni giungeranno a scadenza entro il 2029: una scadenza ravvicinata che impone scelte rapide e lungimiranti, in grado di delineare il futuro dell’idroelettrico in Lombardia e, più in generale, nel Paese. Qualunque sarà la decisione della Regione in merito alle modalità di rinnovo, non si potranno ignorare gli aspetti legati agli impianti e agli investimenti necessari alla loro gestione.
“In questo percorso – sottolineano dalla FLAEI CISL -, va riconosciuto l’impegno costante e la competenza dimostrata dall’Assessore regionale Massimo Sertori, che nel corso del suo mandato ha più volte evidenziato attenzione e sensibilità verso il comparto idroelettrico, consapevole della sua centralità per lo sviluppo energetico ed economico della Lombardia”.
Nella fase di affidamento – tanto in caso di rinnovo diretto all’attuale gestore (la cosiddetta “quarta via”), quanto nell’ipotesi di un nuovo concessionario individuato tramite gara pubblica – sarà essenziale prevedere strumenti che garantiscano la continuità degli investimenti, in particolare quelli destinati all’ammodernamento tecnologico e alla manutenzione straordinaria. Investimenti adeguati significano maggiore efficienza produttiva, incremento di energia pulita e, soprattutto, un più elevato livello di sicurezza idraulica per il territorio.
“Per FLAEI CISL – sostiene Carlo Varinelli, segretario bergamasco della categoria – c’è la necessità di tutelare l’occupazione e di mantenere elevati standard tecnici nella gestione di infrastrutture complesse quali dighe, derivazioni e centrali idroelettriche. Chi opererà sulle concessioni dovrà garantire un livello di personale idoneo a presidiare gli impianti, assicurando continuità operativa, rapidità di intervento in caso di piene e una costante sorveglianza delle opere idrauliche. Per questo motivo, qualsiasi modello di affidamento si sceglierà (nuovo gestore o rinnovo della concessione uscente) dovrà includere clausole sociali a tutela dei lavoratori, garantendo la permanenza degli addetti e la valorizzazione delle competenze maturate nel tempo. Parallelamente, sarà necessario definire standard minimi di personale per ciascuna concessione: un requisito imprescindibile per garantire sicurezza, efficienza produttiva e protezione dei cittadini che vivono nei territori a valle”.









