Telemarketing e violazione privacy. Il Garante spinge su sanzioni e prevenzione

Telemarketing e violazione privacy

Nel 2024, il Garante per la Privacy ha ricevuto ben 94.948 segnalazioni, e il 95,3% di queste (90.504 casi) riguardava comunicazioni indesiderate via rete o telefono. Un dato che conferma la dilagante diffusione del telemarketing aggressivo. Un contrasto efficace passa attraverso l’obbligo per i call center di usare numeri riconoscibili (come lo 0844), considerare “pratica commerciale aggressiva” anche una sola chiamata a chi è iscritto al Registro delle Opposizioni e annullamento del valore legale dei contratti telefonici per luce e gas.

Il settore energetico rappresenta una delle forme più insidiose di molestia commerciale, il numero di chiamate è paragonabile a quello della telefonia, ma con impatti economici ben più gravi per le famiglie in quanto durante la telefonata è impossibile avere un’informazione chiara su quanto pagheremo davvero per luce e gas nonché sulle clausole insidiose inserite in alcuni contratti.

Sono 32 milioni gli  iscritti al Registro pubblico delle Opposizioni ma nonostante  l’introduzione di codici di condotta e sanzioni, le chiamate non si fermano a causa di  operatori che agiscono dall’estero e utilizzano numeri fissi italiani camuffati per ingannare i cittadini.

Una novità arriverà il 19 agosto, con il blocco delle chiamate commerciali di questo tipo, bisognerà contrastare le tecnologie dei call center illegali in continua evoluzione  per aggirare ogni filtro.

Accanto al fronte telemarketing, il Garante ha dovuto affrontare un’impennata delle violazioni di dati personali: 2.204 i data breach notificati nel 2024, con 498 casi nel settore pubblico e 1.706 nel privato. PMI, Comuni, scuole e aziende sanitarie risultano tra i soggetti più vulnerabili. A fronte di ciò, l’Autorità ha intensificato controlli e sanzioni – in alcuni casi superiori ai sei milioni di euro – e ha adottato un nuovo Codice di condotta, oltre ad accreditare un organismo di monitoraggio per rafforzare la prevenzione.

Il Garante sottolinea come la sola sanzione non basti: occorrono strategie integrate, azioni preventive e strumenti normativi aggiornati. La Relazione annuale 2024 conferma la necessità di un equilibrio sempre più complesso tra innovazione, diritti digitali e trasparenza nei trattamenti dei dati. In un contesto dove le minacce evolvono rapidamente, la protezione dei cittadini passa anche da un dialogo più stretto tra istituzioni, imprese e consumatori.

Con 835 provvedimenti collegiali, 468 sanzionatori e un totale d  oltre 24 milioni di euro di multe, il Garante ha confermato un ruolo attivo e trasversale nella difesa della privacy dei cittadini.

Nel nuovo scenario tecnologico, l’Italia si presenta come un laboratorio avanzato di garanzie. Ma la sfida è appena iniziata: il futuro digitale dovrà essere costruito sulle fondamenta della libertà, della trasparenza e del rispetto della persona.

Potrebbe piacerti anche

Archivi

Categorie

Tags: ,

Altri post simili