Grande preoccupazione hanno destato in Adiconsum le dichiarazioni del Presidente dell’Autorità di Regolazione per Energia, Reti e Ambiente (ARERA), Stefano Besseghini sulla rimodulazione delle concessioni per la distribuzione dell’energia elettrica. Vediamo nel dettaglio. Nella finanziaria, l’Esecutivo ha rinnovato le concessioni ai distributori dell’energia elettrica per 20 anni, ma ha anche imposto loro un costo accessorio da pagare allo Stato per mantenere il privilegio di gestire la rete senza dover subire la concorrenza. Arera avvisa che, con ogni probabilità, questo “balzello” sarà scaricato sui consumatori.
I distributori, che si vedranno rinnovate le concessioni automaticamente a partire dal 2030 per i successivi 20 anni sono le società che si occupano di far arrivare l’energia dal produttore fino al consumatore attraverso l’utilizzo della rete elettrica nazionale. Per questo utilizzo, devono pagare una concessione. Per la nostra provincia è E-Distribuzione. La legge Bersani del 2006, che ha liberalizzato moltissimi aspetti dell’economia italiana, ha stabilito che, dal 2030, questa concessione doveva essere messa a gara. In questo modo, lo Stato avrebbe ottenuto offerte migliori e i consumatori prezzi più vantaggiosi.
Il governo Meloni ha però deciso di rimandare questa gara, concedendo per altri 20 anni dopo il 2030 l’utilizzo della rete agli stessi distributori.
Le dichiarazioni del Presidente di ARERA
Da recenti dichiarazioni del Presidente di ARERA, Stefano besseghini, è emerso, che a seguito dell’applicazione di quanto disposto nella Legge di Bilancio 2025 in materia di rimodulazione delle concessioni per la distribuzione dell’energia elettrica, sia sempre più concreto e vicino il rischio che gli oneri connessi vengano trasferiti in bolletta, con un aggravio economico per i consumatori finali.
Le dichiarazioni delle Associazioni Consumatori
Da anni, Adiconsum e alcune delle Associazioni facenti parte del Consiglio Nazionale Consumatori e Utenti, chiedono di intervenire sugli oneri, che molto spesso nulla hanno a che fare con i consumi delle famiglie, per spostarli sulla fiscalità generale, e che gli utenti però pagano in bolletta, ma mai avremmo pensato che questi interventi fossero addirittura peggiorativi!
Non è ammissibile che famiglie e imprese si trovino a dover sostenere costi che dovrebbero invece rimanere in capo ai soggetti concessionari, i soli a trarre beneficio economico dall’attività di distribuzione e che, considerato che negli ultimi anni hanno aumentato le proprie entrate a dismisura, sono assolutamente in grado di pagarli.
Le richieste delle Associazioni Consumatori
Le Associazioni chiedono:
- la revisione o l’annullamento della norma che consente la traslazione degli oneri in bolletta
- il rispetto della regolazione vigente, che esclude tali oneri dalla valorizzazione tariffaria
- la riaffermazione del ruolo di vigilanza di ARERA, quale garante dell’equità e dell’efficienza nel sistema tariffario.
La richiesta di un incontro con il Ministro Gilberto Pichetto Fratin
In un momento storico in cui è essenziale investire nella transizione energetica, l’equità nella distribuzione dei costi è fondamentale per garantire la sostenibilità economica e sociale delle politiche pubbliche. Ulteriori aggravi tariffari, non giustificati da criteri di efficienza o necessità, rappresenterebbero una violazione del principio di trasparenza e responsabilità verso i cittadini.
Ecco perché le Associazioni chiedono, quindi, con urgenza un confronto costruttivo con il Ministero per individuare soluzioni che tutelino l’interesse generale, rilanciando anche il percorso di semplificazione e trasparenza degli oneri generali di sistema e di incentivazione delle CER.









