Approvata la Legge sul sovraindebitamento. Restano alcune criticità

Il 15 giugno 2025, la Camera dei Deputati ha approvato la Legge Comunitaria che recepisce, tra le altre, la direttiva UE 2023/2225 sui contratti di credito ai consumatori, ma con alcune criticità che ha evidenziato Adiconsum insieme a Movimento Consumatori e Acli. Vediamo nel dettaglio.

Che cosa prevede la Direttiva UE 2023/2225

La Direttiva prevede servizi di consulenza sul debito gratuiti e indipendenti per i consumatori per prevenire il sovraindebitamento, sottolineandone l’importanza. Ma c’è un ma…

Che cosa dice la Legge Comunitaria

Il recepimento della Direttiva nella Legge Comunitaria non prevede finanziamenti, rischiando di rendere inefficace la misura. Per l’Italia, servirebbero almeno 157 milioni di euro. Senza queste risorse, il rischio è di lasciare i cittadini sovraindebitati o in condizioni di vulnerabilità senza un supporto adeguato.

Le richieste al Governo di Adiconsum, Movimento Consumatori e Acli

Due le richieste avanzate al Governo:

  • un intervento immediato per individuare le risorse necessarie e garantire un servizio efficiente, capace di assicurare un dignitoso tenore di vita ai cittadini in difficoltà
  • l’apertura di un tavolo di confronto con il Governo per rappresentare le esigenze dei consumatori indebitati, auspicando soluzioni concrete per un problema che non può più essere rimandato.

Il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura

Adiconsum ricorda che sul tema del sovraindebitamento è fortemente impegnata da oltre 20 anni, unica Associazione Consumatori, in quanto gestisce a livello nazionale, su incarico del Ministero dell’Economia e delle Finanze, il Fondo di prevenzione del sovraindebitamento e dell’usura, introdotto dall’ex art. 15 della Legge sull’Usura n.108/1996.

I progetti Feeling e Drin

Lo scopo del progetto FEELING (Financial Education and Empowerment to Lower Indebtedness is Game-changing), coordinato da Adiconsum in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, promosso e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Single Market Programme-Consumatori 2024, non è solo fare prevenzione, ma  anche fornire assistenza e consulenza gratuita e qualificata.

Sebbene non esistano dati precisi e aggiornati al 2025 sul numero esatto di famiglie italiane in sovraindebitamento, diverse sono le fonti che forniscono stime e indicazioni. Secondo il “Rapporto nazionale sul sovraindebitamento” del 2023, stilato da Liberi dal Debito e Legge3.it, circa 7 milioni di persone si trovano in questa condizione, e più di 1 famiglia su 4 (25,3%) è a rischio di povertà assoluta, spesso associata al sovraindebitamento. Inoltre, nel 2023, l’8,5% delle famiglie italiane viveva in povertà assoluta, e il 13% arrivava a fine mese con difficoltà, condizioni che possono favorire il sovraindebitamento.

Anche un recente studio sul sovraindebitamento in Italia, promosso dal Comitato Interministeriale EDUFIN, ha messo in luce dei dati allarmanti riguardo il livello del sovraindebitamento delle famiglie italiane, tale da spingere a parlare di vera e propria emergenza.  Circa 1 milione di italiani si trova in condizione di sovraindebitamento cronico, con il 2% della popolazione adulta che non riesce più a far fronte ai propri debiti. A questi si aggiungono circa 2 milioni di persone che, pur riuscendo a pagare, lo fanno con significativo ritardo.

Ci troviamo di fronte ad un fenomeno molto complesso che presenta molteplici sfaccettaure e come tale va affrontato. Ecco perché scopo del progetto FEELING (Financial Education and Empowerment to Lower Indebtedness is Game-changing), coordinato da Adiconsum in collaborazione con il Movimento Difesa del Cittadino, promosso e finanziato dall’Unione europea nell’ambito del Single Market Programme-Consumatori 2024, non è solo fare prevenzione, ma anche fornire assistenza e consulenza gratuita e qualificata.

L’obiettivo è quello di fornire ai consumatori un programma completo di educazione finanziaria e di rafforzare la loro capacità di autodifesa contro le pratiche commerciali scorrette e le truffe.

Tutto ciò prevede una formazione ad hoc da parte di tutti coloro che vengono a contatto con situazioni familiari disagiate: operatori di sportello delle Associazioni Consumatori, avvocati, magistrati, commercialisti, personale addetto al credito al consumo nella Grande Distribuzione Organizzata, e membri di ONG a contatto con persone in difficoltà economica e sociale, che attraverso lo studio degli aspetti normativo-procedurali del fenomeno, l’individuazione delle difficoltà specifiche di alcuni gruppi vulnerabili, come ad es. le donne, porti alla formazione di una Rete di consulenti del debito indipendente, disinteressata e gratuita, aperta a tutti.

Le altre attività di prevenzione prevedono:

  • un’indagine in Mystery Shopping nelle agenzie debiti
  • una Campagna di educazione finanziaria rivolta ai cittadini e alcuni gruppi target specifici
  • l’attivazione di sportelli di assistenza e consulenza al debito gratuita in 10 regioni attraverso la rete di Adiconsum ed MDC, di cui daremo notizia a breve.

Il progetto ha come obiettivo principale quello di creare le basi per una prevenzione efficace e una gestione attenta dell’indebitamento delle famiglie, attraverso un ampio approccio multi-stakeholder al problema e un intenso lavoro sul campo rivolto ai gruppi target: consumatori; consulenti del debito; professionisti coinvolti nelle procedure giudiziarie di risoluzione delle crisi da sovraindebitamento; dirigenti e  operatori del credito delle grandi catene di distribuzione e di altri esercenti che fanno largo uso del credito al consumo; decisori politici.

Il progetto prevede inoltre materiali educativi dedicati e attività di supporto, realizzati in collaborazione con associazioni sul territorio, per rispondere ai bisogni specifici del gruppo vulnerabile delle donne, che spesso si trovano in condizioni di difficoltà economica legate ad altri fattori di svantaggio, come la precarietà lavorativa, il carico familiare, l’esclusione sociale, la scarsa alfabetizzazione digitale e finanziaria, le disuguaglianze, e l’essere vittime di violenza o discriminazione.

L’indebitamento delle famiglie è un fenomeno molto complesso che presenta molteplici sfaccettature e come tale va affrontato. Nel 2022, secondo l’ultimo rapporto di Bankitalia, il 26 per cento delle famiglie italiane era indebitato. A fronte di una sostanziale stabilità della percentuale di famiglie con debiti per finalità di consumo (circa il 10 per cento), è cresciuta quella dei nuclei indebitati per immobili (al 13,9 per cento dal 12,1 del 2020) o per ragioni professionali (al 2,5 per cento dal 2,1). Al contrario, si è ridotta l’incidenza delle famiglie con debiti per scoperto di conto corrente o su carta credito (al 4,6 per cento dal 5,7) e con debiti verso parenti e amici (all’1,4 per cento dal 2,3). Il debito è concentrato nelle famiglie con maggiore capacità di sopportarne gli oneri: nel 2022 la metà delle famiglie con redditi più elevati deteneva l’85 per cento dei prestiti complessivi erogati da intermediari finanziari, secondo il rapporto.

Secondo le proiezioni del modello di microsimulazione della Banca d’Italia diffuse ad aprile 2025, la vulnerabilità finanziaria delle famiglie peggiorerebbe di circa un decimo di punto (al 7,7, dal 7,6 per cento del debito delle famiglie) nel corso del 2025.

In presenza di uno scenario particolarmente avverso l’indebitamento dei nuclei finanziariamente fragili aumenterebbe in misura contenuta, al 9,0 per cento. L’indebitamento si innesta in un quadro economico in cui il potere d’acquisto dei consumatori continua a flettersi. Dai dati Istat relativi al quarto trimestre 2024 emerge che il reddito disponibile delle famiglie consumatrici è diminuito dello 0,1 per cento rispetto al trimestre precedente, mentre i consumi sono cresciuti in termini nominali dello 0,7 per cento. La propensione al risparmio delle famiglie consumatrici è stata pari all’8,5 per cento, in diminuzione di 0,6 punti percentuali rispetto al trimestre precedente. I prezzi al consumo sono aumentati dello 0,5 per cento rispetto al trimestre precedente, determinando una flessione del potere d’acquisto dello 0,6 per cento.

Potrebbe piacerti anche

Archivi

Categorie

Tags: ,

Altri post simili