Alle cliniche private nuovi fondi mentre ai lavoratori nessun nuovo contratto

Alle cliniche private nuovi fondi mentre ai lavoratori nessun nuovo contratto

Il gap salariale tra un infermiere che lavora nel pubblico e uno che lavora nel privato è di 500 euro mensili. Tale squilibrio è dovuto soprattutto al pluriennale mancato rinnovo del contratto (dal 2020 nella sanità pubblica il contratto è stato rinnovato 3 volte). È la prima immagine che si apre quando si guarda al sistema della sanità privata, che in provincia di Bergamo interessa oltre 4.000 lavoratori (300.000 a livello nazionale) che, da 8 anni nelle strutture ospedaliere e da 14 anni nelle RSA e nei centri di riabilitazione, attendono il rinnovo contrattuale.

Così, dopo l’ennesima dimostrazione che i sindacati del settore hanno organizzato con la manifestazione nazionale a Roma del 24 luglio scorso, alla presenza della segretaria generale della CISL, Daniela Fumarola, i Segretari nazionali delle Funzioni Pubbliche di CGIL, CISL e UIL sono stati informati che, nel prossimo Decreto P.A., il Governo si appresta a stanziare 1,3 miliardi di euro in favore delle strutture della Sanità Privata, senza prevedere alcun vincolo legato al rinnovo dei contratti collettivi nazionali di lavoro per i dipendenti.

Anche le numerose  strutture private bergamasche ricevono regolarmente finanziamenti pubblici e continuano imperterrite a negare salari adeguati e diritti a chi si prende cura delle persone fragili e bisognose di cure – dice Katia Dezio, segretaria provinciale di CISL FP. Recentemente le stesse lavoratrici e gli stessi lavoratori sono stati esclusi e ulteriormente penalizzati anche dalle nuove disposizione di legge che prevedono un’indennità di vacanza contrattuale: un’esclusione molto discriminante ed ingiusta. Invece, il Governo decide di staccare un assegno in bianco ai privati che già macinano utili da capogiro, componendo ulteriormente un quadro sconcertante e del tutto inaccettabile, quasi offensivo per gli stessi lavoratori. I dati diffusi da Area Studi Mediobanca ci raccontano che il settore cresce e che nel 2024 ha raggiunto 13,4 miliardi di euro di ricavi, pari al +22% rispetto al 2019. Guadagni facili comprimendo il costo del lavoro e non riconoscendo il valore delle professioni sanitarie. Si legge altresì, un completo e grave disinteressamento del Governo e del Parlamento alle condizioni di lavoro del personale e della qualità delle cure offerte ai cittadini. Si continua  a speculare e a fare profitti sulla pelle dei lavoratori e sul diritto alla salute e si continua a non voler ascoltare le loro legittime richieste. Dopo il periodo estivo si metteranno in campo ulteriori iniziative per far sentire la voce delle  lavoratrici e dei lavoratori della sanità privata che, giorno dopo giorno continuano a garantire cure e assistenza ai cittadini”.

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