Restano forti le preoccupazioni per 70 esuberi alla 3V Sigma

A rischio oltre 70 posti di lavoro alla 3V Sigma

Dopo lo sciopero del 25 novembre – che ha registrato un’adesione vicina all’80% tra i lavoratori dei siti di Grassobbio e Mozzo – FEMCA CISL,  FILCTEM CGIL e RSU hanno incontrato l’azienda per un aggiornamento sul percorso in atto. Durante il confronto è stata avviata la consultazione prevista per la procedura di affitto di un ramo d’azienda, su cui le organizzazioni sindacali hanno espresso note critiche a verbale, evidenziando l’incertezza sugli effetti occupazionali e sulla struttura stessa dell’azienda. L’operazione, secondo quanto illustrato dall’azienda, riguarderebbe una parte dell’area commerciale e una parte del magazzino (17 addetti), oltre all’attività di Porto Marghera (14 addetti). Le società interessate – 3V Sigma USA e 3V Sigma Europe – fanno entrambe riferimento alla famiglia Seccomandi.

La preoccupazione è forte: questa procedura non garantisce la tutela dei lavoratori e non garantisce che i 70 esuberi verranno realmente evitatihanno dichiarato Daniele Vedovati (FEMCA CISL) e Giuseppe Errico (FILCTEM CGIL) -. Serve un piano trasparente, che dia continuità produttiva ai siti bergamaschi e che non scarichi sulle persone gli errori di gestione accumulati negli anni”.

Sui siti Bergamaschi è in vigore un contratto di solidarietà con riduzione dell’orario fino all’80%, per l’impianto di Mozzo l’azienda ha ipotizzato una possibile vendita (non verso soggetti industriali), aumentando le incertezze sul futuro dello stabilimento. Non ci sono garanzie nemmeno sul sito di Grassobbio dove restano molte criticità rispetto alla continuità lavorativa.

Il territorio non può permettersi di perdere né posti di lavoro né competenze: ci aspettiamo che l’azienda e tutti i soggetti coinvolti nella composizione negoziata agiscano con responsabilità”, hanno concluso Vedovati e Errico.

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