I sindacati FEMCA CISL e FILCTEM CGIL, insieme alle Rappresentanze Sindacali Unitarie, con l’approvazione dell’assemblea dei lavoratori, hanno aperto lo stato di agitazione in 3V Sigma, la storica azienda chimica bergamasca con stabilimenti a Mozzo, Grassobbio (circa 100 addetti) e Porto Marghera (15 addetti). La decisione arriva a seguito di una grave e persistente preoccupazione per il futuro occupazionale del Gruppo. L’azienda, che fa capo alla famiglia Saccomandi, si trova in una complessa situazione di forte indebitamento che ha portato all’apertura di una Composizione Negoziata della Crisi. Nonostante tra marzo e giugno i sindacati abbiano già gestito una procedura di riduzione del personale e a settembre sia stata avviata una procedura di cassa di solidarietà, la situazione produttiva resta critica: i siti lavorano in modo discontinuo da diversi mesi, pur in presenza di un portafoglio ordini ritenuto rilevante.
Dai numerosi incontri tra Organizzazioni Sindacali, RSU e azienda non sono arrivate chiare risposte riguardo agli investimenti previsti per il futuro. Daniele Vedovati per FEMCA CISL ed Errico Giuseppe per FILCTEM CGIL si dicono “fortemente preoccupati per la tenuta occupazionale di questo storico gruppo bergamasco e per le ricadute sul tessuto sociale della provincia, soprattutto in un contesto globale in cui le tensioni economiche e i dazi mettono in difficoltà l’intero comparto chimico”.
Dalle organizzazioni sindacali arriva anche un appello alla proprietà: “Un elemento di forte critica da parte sindacale è l’assenza della proprietà al tavolo di confronto fino ad oggi. I sindacati e i lavoratori richiamano la famiglia Saccomandi alla loro responsabilità sociale verso un’azienda che per anni ha generato ricchezza e lavoro nel territorio e verso i lavoratori che hanno contribuito in modo determinante al raggiungimento di tali risultati”.
FEMCA CISL, FILCTEM CGIL ed RSU chiedono con urgenza un piano di investimenti chiaro e mirato a garantire la massima continuità lavorativa.
“I rappresentanti sindacali – concludono – si dichiarano disponibili e considerano fondamentale sedersi al tavolo sin da subito con gli attori che saranno coinvolti dopo la composizione negoziata della crisi per la tutela dell’occupazione e di un settore strategico e importante per il nostro Paese come quello chimico”.









