Si è svolto questa mattina, venerdì 1 agosto, il presidio delle lavoratrici e dei lavoratori della vigilanza privata e dei servizi di sicurezza in forza all’Aeroporto di Orio al Serio, organizzato unitariamente dalle sigle sindacali Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL di Bergamo. La mobilitazione rientra nell’ambito dello stato di agitazione proclamato a livello provinciale per sollecitare l’avvio del confronto sul rinnovo del Contratto Integrativo Provinciale (CIP), fermo da oltre quindici anni. La partecipazione al presidio ha confermato il crescente disagio vissuto dalle lavoratrici e dai lavoratori del settore (circa 4.000 in Bergamasca), i quali ogni giorno operano in contesti strategici come aeroporti, ospedali, stazioni, hub logistici, supermercati, istituti bancari e musei, garantendo servizi essenziali alla collettività, spesso in condizioni complesse, con elevata responsabilità e competenze specialistiche.
Nonostante l’aggiornamento della piattaforma contrattuale presentata nel maggio 2025 e il tentativo di riavviare un confronto costruttivo, oltre alla cronica carenza di addetti sul territorio bergamasco, il percorso verso il rinnovo del CIP rimane bloccato. Le lavoratrici e i lavoratori del comparto chiedono tutele adeguate, riconoscimenti economici coerenti con le funzioni svolte e un’organizzazione del lavoro più sostenibile. Inoltre, la piattaforma sindacale affronta questioni fondamentali come il diritto alla formazione continua, la valorizzazione professionale, l’inclusione dei servizi finora esclusi dal contratto integrativo, e miglioramenti normativi e salariali. Il presidio di oggi nello scalo aeroportuale cittadino rappresenta un segnale chiaro che non può essere ulteriormente disatteso. In un contesto dove la sicurezza dovrebbe essere un tema centrale per tutta la collettività è necessario un cambio di passo nella visione stessa del comparto per rendere nuovamente centrale un servizio che viene a volte considerato ancora un corollario. E’ doveroso quindi che chi garantisce quotidianamente la sicurezza trovi, a sua volta, condizioni di lavoro dignitose.
Le segreterie provinciali di Filcams-CGIL, Fisascat-CISL e Uiltucs-UIL rinnovano l’appello alle controparti datoriali ad aprire quanto prima un tavolo negoziale, e chiedono alle istituzioni territoriali, a partire dalla Prefettura, di farsi parte attiva per sbloccare la situazione e contribuire a un’evoluzione positiva della vertenza.
Dichiarazione di Lorenzo Cortinovis (Filcams CGIL Bergamo):
“La dignità del lavoro passa anche dal rinnovo dei contratti provinciali, dalla definizione di regole comuni chiare, giuste, e applicate. Se questo le associazioni datoriali dicono di volere, è il momento che lo dimostrino. Non è più il momento dei rinvii. Il presidio è il primo passo per affermare che è il momento di dire basta e che questi lavoratori e lavoratrici meritano un contratto rinnovato ora!”
Dichiarazione di Maurizio Mistri (Fisascat CISL Bergamo):
“C’è bisogno di un salto di qualità, un salto verso il futuro e con maggiore attenzione alle esigenze delle lavoratrici e dei lavoratori che operano sul nostro territorio, partendo da una contrattazione integrativa matura. Noi ci siamo, ad oggi le assenti sono le associazioni datoriali”.
Dichiarazione di Anilla Cenolli (Uiltucs Bergamo):
“Abbiamo organizzato il presidio perché da troppi anni i lavoratori della vigilanza privata sono abbandonati. Il contratto integrativo provinciale è fermo e le controparti si sono sottratte al confronto. È inaccettabile che chi tutela la sicurezza resti senza tutele: ora basta, si riapra subito la trattativa”.









