Mina Busi riconfermata presidente Adiconsum Bergamo

Mina Busi riconfermata presidente Adicomsum Bergamo

Quasi diecimila pratiche aperte, 40.000 contatti “sfiorati, una media annuale di circa 120 conciliazioni per utenze telefoniche  oltre a quelle con Arera e altri gestori, con  ABF e Istituti di credito per prodotti finanziari”. È il biglietto da visita degli ultimi quattro anni di ADICONSUM Bergamo al proprio Congresso territoriale, che ha confermato la presidenza di Mina Busi e aggiornato la segreteria, votando Maria Teresa Caglioni, Alfonso Porzio, Maria Teresa Baroni e Giampietro Bernardi.   

Il Congresso ADICONSUM ha tracciato le linee operative per il prossimo quadriennio, individuando in una maggiore formazione del consumatore il punto cruciale per invertire una tendenza che ha portato a “spersonalizzare” il consumatore e riuscire a rendere la persone “protagonista del consumo sostenibile e responsabile”

Nel nostro agire quotidianoha scritto Mina Busi nella sua relazione –  rileviamo che un numero elevato di consumatori ha difficoltà  a capire le informazioni importanti e a riconoscere le pratiche di vendita illegali. Non conosce i suoi diritti fondamentali come il diritto alla riparazione, alla sostituzione, al rimborso di un prodotto difettoso; il diritto di recedere da un contratto relativo a servizi finanziari sottoscritto on-line entro 14 giorni, di recedere da un prodotto assicurativo entro 30 giorni, il diritto di recedere da un contratto sottoscritto con un venditore porta a porta nei 30 giorni, se si cambia idea o si trova un’offerta migliore. Vi sono poi segnali preoccupanti del fatto che un numero considerevole di consumatori è potenzialmente vulnerabile alle frodi, alle truffe in continuo aumento grazie all’intelligenza artificiale, a metodi di vendita aggressivi. Sappiamo che l’intelligenza artificiale generativa può essere usata per creare dei deepfake, ovvero video o registrazioni audio che riproducono ingannevolmente l’aspetto e la voce di una persona. I truffatori, tramite l’impersonificazione di figure di rilievo, prendono di mira privati ed aziende con lo scopo di indurre a cedere informazioni riservate o effettuare transazioni”.

Il coinvolgimento dei consumatori va al di là della semplice tutela dei loro diritti, secondo ADICONSUM, perché comporta la creazione di un contesto globale in cui i cittadini-consumatori sono messi in condizione di far valere tali diritti e di trarne beneficio. “Significa realizzare un contesto nel quale i consumatori hanno imparato, grazie a un processo di educazione, di informazione e di sensibilizzazione, a muoversi nel mercato, non solo nazionale,  per scegliere le offerte migliori riguardo ai prodotti e ai servizi. È opportuno aumentare la formazione – insiste Busi -, progettare attività sempre più efficaci e conseguentemente  coinvolgere i consumatori  in maniera più estesa con incontri informativi e di confronto sul territorio ma anche nei direttivi delle categorie sindacali”.

Il modello dell’Homo Economicus ha imposto una visione distorta dell’economia, che non è riuscita a risolvere i problemi dell’umanità. “Il ruolo principale dell’economia sono i consumi, ma le persone lo sono sicuramente di più e questa consapevolezza è raccolta dall’economia civile che contrappone all’Homo Economicus, solo e calcolatore, l’Homo Integralis, un modello che integra corpo, psiche e spirito. Si apre quindi la strada ad un’economia che tende ad una società più giusta, sostenibile e orientata al vero benessere sociale. ADICONSUM raccoglie la sfida e integra la tutela dei consumatori con la tutela del benessere”.

Il “mandato” che il Congresso affida a ADICONSUM per il prossimo quadriennio è quello di diffondere una nuova cultura consumeristica fra le persone, diventando la guida verso le migliori scelte di consumo sostenibile promuovendo le certificazioni e valorizzando i territori. In questo ambito, l’associazione consumatori della CISL lancia un progetto di economia circolare basato sui concetti di “riduci, riusa e ricicla”.

L’ambito culturale è fondamentale, perché spingere sull’economia circolare coinvolge direttamente ognuno di noi nelle proprie abitudini e ADICONSUM può dare una forte spinta non dimenticando che le aziende italiane sono leader nel mondo per economia circolare, un po’ meno i consumatori. L’economia circolare è l’indicatore principe per sapere se siamo sulla strada del green, della transizione, della sostenibilità. E quindi del benessere sociale. Il futuro si costruisce attraverso scelte coraggiose e strategie innovative – ha concluso il suo intervento Busi -. È tempo di superare l’individualismo e le contrapposizioni sterili, per dar vita a un’economia e a una società capaci di mettere al centro la persona, le relazioni e il bene comune. ADICONSUM è pronta a raccogliere questa sfida, con determinazione e visione, per accompagnare il cambiamento e rendere i consumatori protagonisti di una nuova stagione di crescita e di benessere diffuso”.

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