Voltura utenze per decesso

In caso di decesso, chi eredita un immobile deve effettuare la voltura delle utenze per la fornitura di acqua, luce e gas. In questo modo cambia solo l’intestatario, non le condizioni del contratto, che resteranno le stesse che venivano applicate al defunto.

E’ sufficiente che l’erede compili un modulo apposito già predisposto dal fornitore e scaricabile dal sito internet dello stesso o reperibile presso gli sportelli fisici del fornitore, in cui dichiara espressamente in forma scritta di essere l’erede dell’intestatario del contratto, allegando il proprio documento d’identità e documentazione idonea a dimostrare il suo diritto di proprietà dell’immobile servito dall’utenza. Il regolare possesso o la regolare detenzione dell’unità immobiliare può essere provato anche con autocertificazione.

Quando l’erede presenta domanda per la voltura, deve comunicare al gestore anche l’auto-lettura del contatore, da cui risultano i consumi del de cuius. Questa costituisce lettura di cessazione per il precedente intestatario e lettura iniziale per il nuovo titolare dell’utenza.

La voltura dal punto di vista pratico è un’operazione piuttosto rapida, tra la data della richiesta e quella in cui viene attivata la fornitura al nuovo utente non devono trascorrere più di 5 giorni per quanto riguarda la fornitura dell’acqua, 4 giorni lavorativi minimi per l’energia elettrica e il gas. La voltura dell’acqua, quando viene richiesta dal figlio o dalla moglie, conviventi con il de cuius, si pagano 16 euro di bollo. Il gestore quando effettua la voltura dell’acqua attribuisce il deposito cauzionale del precedente intestatario a quello nuovo.

Per quanto riguarda invece la voltura dell’energia elettrica e del gas l’esercente può chiedere il pagamento dei costi amministrativi e della prestazione commerciale, come indicato in contratto, in base ai prezzi pubblicati sul proprio sito internet.

Quando si diventa eredi, a meno che non si decida di rinunciare all’eredità, si accettano sia i crediti che i debiti che fanno parte della stessa. Il chiamato all’eredità che accetta deve quindi fare fronte anche alle pendenze delle bollette per le quali il de cuius risulta moroso.

Quando muore un parente e lascia in eredità un’immobile non è sempre detto, come visto finora, che chi eredita resti o vada ad abitare in quell’immobile. Questo non significa che non si debba fare niente per quanto riguarda le utenze. In questo caso infatti, se l’erede non vuole sostenere i costi della fornitura, deve chiederne l’interruzione. Se poi in futuro dovesse decidere di utilizzare l’immobile ricevuto dovrà riavviare l’erogazione della fornitura delle utenze con il subentro, cioè attivare un nuovo contratto, senza alcun collegamento con il precedente

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