La stagione congressuale della Cisl Bergamo. L’intervista di Francesco Corna a l’Eco di Bergamo

L’idea di fondo è una risposta alle sfide del momento: in tempi di Intelligenza artificiale, è necessario «un protagonismo del sindacato per rendere il lavoro più umano». Da domani la Cisl apre un’intensa stagione congressuale: di assemblea in assemblea, si arriverà all’assise provinciale in programma il 10 e l’11 aprile in Fiera, poi via ai livelli superiori sino al congresso nazionale dal 16 al 19 luglio. A Bergamo, «nel segno della continuità», si ripresenterà la squadra uscente: «Siamo un sindacato in salute – sottolinea Francesco Corna, segretario generale della Cisl Bergamasca, in carica dal 2018 -, e anche nel 2024 siamo cresciuti: rappresentiamo oltre 123mila iscritti, 3-400 in più di un anno fa, con una base solida e trasversale a tutte le categorie».

Corna, che congresso sarà?

«Il congresso è il momento in cui l’organizzazione ridefinisce gli obiettivi politici, adeguando la propria azione ai tempi. Siamo il principale sindacato del nostro territorio, parteciperanno ai vari congressi circa 2.500 delegati e discuteremo di questioni strategiche, a partire dal modello di sindacato».

E quale modello avete in mente?

«Ci sono modalità diverse di intendere il sindacato, noi siamo proiettati a un sindacato che guardi al futuro e al nuovo modo di lavorare. Abbiamo un’idea di sindacato che partecipa, che è in grado di fare delle proposte e che vuole essere partecipe delle decisioni all’interno delle aziende».

A proposito, avete lanciato una proposta e una raccolta firme proprio sul tema della partecipazione dei lavoratori nelle aziende.

«È lampante come la globalizzazione, che ha fatto sì migliorare le condizioni economiche di alcuni Paesi emergenti, abbia favorito il capitale e la rendita rispetto al lavoro: è aumentata la forbice tra chi ha di più e chi ha di meno, è aumentato il lavoro povero in alcuni settori, dobbiamo recuperare potere d’acquisto di salari e pensioni e pensare a una redistribuzione più equa della ricchezza».

Da tempo, i corpi intermedi e i sindacati vengono messi in discussione. Come si risponde alle critiche? Oggi il sindacato è ancora utile?

«Oggi il sindacato è più necessario di un tempo. La sfida è quella del progresso e della democrazia: se il progresso è a vantaggio di pochi, si creano disequilibri. Abbiamo bisogno di essere vicini alle esigenze delle persone e chiedere che ci siano soluzioni rispetto a quelle esigenze».

Oggi lo scenario economico e del lavoro pare addirittura più complesso di un tempo.

«Intelligenza artificiale e innovazioni organizzative sono sfide complesse: questi nuovi strumenti vanno regolamentati, inseriti all’interno di una contrattazione che va ammodernata e resa più attuale. L’idea di fondo è quella di un protagonismo che renda il lavoro più umano, a misura d’uomo. Se le aziende hanno come obiettivo il profitto senza creare benessere diffuso, viene meno l’idea del bene comune: il bene comune è la ricaduta di un valore aggiunto sul territorio in termini di lavoro e partecipazione. Ecco perché parliamo di nuovo protagonismo del lavoro, con lavoratori che si assumono responsabilità e partecipano alle scelte: è un tema sentito anche dalle nuove generazioni».

E, pensando ai giovani, cosa farà la differenza nel lavoro del futuro?

«Competenza, conoscenza e qualificazione: un territorio è dinamico se la competenza delle persone e l’organizzazione del lavoro è all’altezza. Solo se siamo capaci di svolgere lavori complessi possiamo avere salari alti».

Oltre al lavoro, a cosa guarda il sindacato?

«C’è una visione sociale ampia. Natalità, conciliazione vita-lavoro e immigrazione sono temi correlati. C’è la sfida delle politiche abitative, uno dei problemi rilevantissimi anche a Bergamo è l’accesso alla casa, e serve investire in edilizia pubblica. La contrattazione è sia nei luoghi di lavoro sia con gli enti locali: i servizi, a partire da quelli sociosanitari, devono essere vicini alle persone, specie nei territori più svantaggiati».

In questa fase, a livello nazionale sono emerse divergenze di vedute tra i sindacati. Qual è la posizione della Cisl?

«La strategia della Cisl, che portiamo avanti a tutti i livelli, è più complicata da spiegare: siamo attaccati ai tavoli della contrattazione fino all’ultimo momento, ma è una scelta compresa da iscritti e delegati. Questo è il mestiere del sindacalista: non esistono soluzioni semplici a problemi complessi, e non esistono problemi che si risolvono una volta per tutti. La Cisl sta ai tavoli delle trattative per discutere con governi “amici” e “nemici”, con aziende “buone” e “cattive”, sempre nell’interesse di chi rappresentiamo».

(intervista di Luca Bonzanni, pubblicata su l’Eco di Bergamo il 9 gennaio 2024)


LE DATE DEI CONGRESSI

Venerdì 10 gennaio: Congresso della Cisl Scuola Bergamo
Venerdì 31 gennaio: Congresso Fp Cisl Bergamo (Pubblico Impiego)
Giovedì 6 febbraio: Congresso First Cisl Bergamo (bancari)
Venerdì 7 febbraio: Congresso Fai Cisl Bergamo (agricoli e alimentaristi) e della Flaei Cisl Bergamo (lavoratori dell’energia elettrica)
Giovedì 13 febbraio: Congresso Fns Cisl Bergamo (Polizia carceraria, Forestale e Vigili del fuoco)
Giovedì 20 febbraio e venerdì 21 febbraio: Congresso Femca Cisl Bergamo (tessili e chimici) 
Lunedì 24 febbraio: Congresso Felsa Cisl Bergamo (lavoratori somministrati)
Mercoledì 26 febbraio: Congresso Fit Cisl Bergamo (trasporti) e Slp Cisl Bergamo (lavoratori postali)
Giovedì 27 febbraio e venerdì 28 febbraio: Congresso Filca Cisl Bergamo (edili) 
Venerdì 28 febbraio: Congresso Fisascat Cisl Bergamo (commercio e turismo) 
Giovedì 6 marzo e venerdì 7 marzo: Congresso Fim Cisl Bergamo (metalmeccanici) 
Venerdì 7 marzo: Congresso Fistel Cisl Bergamo (grafici) 
Martedì 11 marzo e mercoledì 12 marzo: Congresso Fnp Cisl Bergamo (pensionati) 
Giovedì 10 aprile e venerdì 11 aprile: Congresso Cisl Bergamo 

IL COMUNICATO STAMPA

Partirà venerdì 10, con l’assise della Scuola, la 20° stagione congressuale della CISL di Bergamo che in tre mesi celebrerà i rinnovi di tutte le 15 categorie da cui è composta la confederazione, per concludere il 10 e 11 aprile con il congresso della CISL provinciale. Nel corso delle diverse assemblee che si succederanno, saranno oltre 2500 i delegati , in rappresentanza dei 123mila iscritti, che parteciperanno ai lavori e rinnoveranno i direttivi e i consigli generali di ogni categoria, per procedere poi all’elezione delle nuove segreterie. Sarà un percorso democratico di partecipazione, che andrà a definire fronti strategici di impegno di ogni categoria, ognuna per il proprio settore, e le linee di sviluppo per il futuro dell’organizzazione. E si compirà attraverso diverse tappe, a partire da gennaio, con assemblee nei luoghi di lavoro e poi congressi di categoria e quelli dei territori provinciali. Lavoro e contrattazione, occupazione e sostenibilità, partecipazione e attenzione al sociale, welfare, famiglia, immigrazione e povertà, e tutto quello che segna l’azione e la responsabilità che rappresentano  il quotidiano nei luoghi di lavoro e nelle comunità nei quali la CISL agisce: saranno i temi che si svilupperanno da relazioni e interventi, alla ricerca di una programmazione condivisa, per candidarsi alla gestione del bene comune provinciale. “Una stagione congressuale che si apre dentro un quadro complesso, incerto, preoccupante, dentro e fuori il nostro Paese come nella nostra provincia, e ci chiede di esserci per cambiare per  dare nuovo protagonismo al mondo del lavoro – è il pensiero di Francesco Corna, segretario generale della CISL di Bergamo – . Vogliamo dare il nostro contributo, puntando al traguardo di un nuovo umanesimo europeo del lavoro, per un’economia a forte tradizione sociale, fondata su sviluppo, lavoro, partecipazione, diritti di cittadinanza sia per i lavoratori che per i pensionati”.

 

 

 

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