Sono state decise 24 ore di sciopero per protestare contro l’atteggiamento dell’azienda per il mancato rispetto dell’utilizzo delle ferie e la mancata possibilità di contrattare il cambio di orari. È quanto succede alla Italian Cable Company spa di Bolgare, azienda produttrice di cavi elettrici per grandi commesse, come ENEL e FS, e che occupa circa 300 persone.
Per tutta la giornata di oggi, e fino alle 6 di domani mattina FEMCA CISL, FILCTEM CGIL e RSU aziendale hanno proclamato l’astensione dei lavoratori, come primo “avviso” per la direzione dello stabilimento, dopo aver proclamato lo stato di agitazione nelle settimane scorse e, dalle 5,30 di questa mattina, numerosi lavoratori si sono dati il cambio per dar vita al presidio davanti ai cancelli dello stabilimento in via Francesca. Fino al turno del pomeriggio, l’adesione allo sciopero ha toccato punte del 70%

“Le riunioni avute con l’azienda non hanno prodotto risultati apprezzabili – dicono Massimiliano Torri, di FEMCA CISL, e Matteo Trabucco, di FILCTEM CGIL -. La goccia che ha fatto traboccare il vaso è stata la rottura del tavolo di trattativa sul cambio di orario a 21 turni, in aggiunta all’ennesima mancanza di serietà nei confronti dei dipendenti del reparto BU Connessioni. La produzione è in ritardo con alcune importanti consegne di lavoro e la direzione ha richiesto il ciclo continuo su un paio di macchine dove vengono coinvolte 15 persone. Ma su questo punto non si riesce a trovare l’accordo riguardante la turnazione e la calendarizzazione delle ferie, che l’azienda vorrebbe conteggiare nei turni di riposo. Tutti i lavoratori chiedono il rispetto del Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro e delle normative vigenti. Inoltre, richiediamo che l’azienda si impegni a risolvere i problemi, segnalati da anni, che hanno portato a questa decisione aziendale. Ricordiamo che ogni decisione presa dall’azienda per una singola competenza in stato di conferma va poi ad incidere su tutte le altre competenze aziendali. Su questo si è consumata la rottura della trattativa. Ora, con le azioni di sciopero vogliamo riportare la discussione in ambiti rispettosi del CCNL e delle aspettative e dei diritti dei lavoratori”.
“Siamo rammaricati – concludono Torri e Trabucco – perché ci saremmo aspettati che Paolo Rota, in qualità di Vice Presidente di Confindustria Bergamo con delega alle relazioni sindacali e alla contrattazione, promuovesse all’interno della sua azienda gli stessi principi di cui si fa portavoce a livello associativo”.










