Continua la mobilitazione alla Clay Paky per un licenziamento incomprensibile

Mobilitazione continua alla Clay Paky

Continua la mobilitazione dei lavoratori Clay Paky, azienda di illuminotecnica leader nella produzione di proiettori, che occupa a Seriate circa 130 dipendenti, che protestano contro il metodo con il quale la società ha aperto la procedura di licenziamento di un loro collega. Anche ieri, un presidio di 2 ore ha bloccato l’attività dell’azienda.

Un lavoratore con esperienza ventennalesi legge in un comunicato sindacale, a firma R.S.U. FIM CISL e FIOM CGIL  – si è ritrovato senza alcun preavviso una convocazione presso ITL per un tentativo di conciliazione in riferimento a un licenziamento per giustificato motivo oggettivo da “ricondursi alla necessità di riorganizzazione e razionalizzazione delle risorse lavorative della società” che comporterebbe la soppressione della posizione del lavoratore. Peccato che il 14 febbraio 2023, data in cui è stato sottoscritto il verbale relativo al conferimento del ramo d’azienda al Gruppo industriale tedesco ARRI, è stato chiaramente specificato che non ci sarebbero state conseguenze sulle lavoratrici e sui lavoratori presenti. Ci fa anche piacere che l’azienda dichiari che non ci sia in atto nessun piano di ristrutturazione e che anzi sia tornata “a pieno regime ad affrontare il proprio settore di mercato” , ma se così stanno le cose allora vorremmo sapere il motivo per cui un lavoratore, che aveva tra l’altro da poco completato un ciclo formativo, si sia visto recapitare dal nulla una lettera di licenziamento motivata dal fatto che la sua posizione sarebbe stata soppressa”. 

Si parla molto dell’importanza di fare partecipare le Lavoratrici e i Lavoratori ai risultati aziendali, di superare la logica del puro conflitto per affrontare insieme le nuove sfide di mercato continuano le organizzazioni sindacali dell’azienda – e poi ci si ritrova di fronte a chiusure incomprensibili delle quali FIM CISL e FIOM CGIL vorrebbero avere delucidazioni. L’azienda deve capire che la partecipazione passa attraverso il ruolo contrattuale e di rappresentanza del Sindacato, considerando che ci sono anche altre questioni aperte sul tavolo da diverso tempo, in particolare quella relativa al premio di risultato che vorremmo riprendere al più presto”.

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