Sanità privata in presidio per non creare lavoratori di serie B

Sanità privata in presidio

Il tour bergamasco dei lavoratori della sanità privata oggi ha toccato Ponte San Pietro, con un presidio al Policlinico, organizzato da CISL FP, FP CGIL e UIL FPL. Un percorso di mobilitazione, quello della Sanità Privata bergamasca, iniziato l’1 dicembre all’Istituto Clinico Quarenghi di San Pellegrino Terme, proseguito il 19 dicembre al Policlinico San Marco di Zingonia-Osio Sotto e oggi nell’Isola bergamasca.

Le lavoratrici e i lavoratori della Sanità Privata aspettano da 13 anni il rinnovo del loro Contratto Collettivo Nazionale di Lavoro. Le trattative con le associazioni datoriali di ARIS (Associazione Religiosa Istituti Socio-Sanitari) e AIOP (Associazione Italiana Ospedalità Privata) sono aperte da circa un anno e procedono con lentezza “innaturale e pretestuosa”, secondo le organizzazioni Sindacali, per cui “la conclusione delle trattative e la firma tardano ad arrivare”.

Nella sola Lombardia dice Caterina Dezio, della segreteria CISL FP -, la Sanità Privata eroga il 47% delle prestazioni convenzionate dal Servizio Sanitario Regionale; un’attività importante e non marginale. Durante tutti questi lunghi anni, i Servizi di Diagnosi e di Cura sono sempre stati garantiti. A ogni lavoratrice e a ogni lavoratore sono sempre stati chiesti “sforzi” in più, e i carichi di lavoro sono aumentati vertiginosamente: nel frattempo le aziende hanno investito prevalentemente sulle strutture con ammodernamenti, ampliamenti, nuovi acquisti e, in alcuni casi, nuovissime costruzioni all’avanguardia”.

Le strutture sanitarie private sono una risorsa fondamentale per il territorio e per i cittadini. Per questo si chiede con questi presidi, anche a Regione Lombardia, di farsi garante del percorso di rinnovo contrattuale e di non porre le condizioni per la coesistenza, in Sanità, di due realtà distinte e diverse: e cioè che non vi siano Professionisti della Salute di serie A e di serie B. “Se la situazione di trattativa contrattuale non si sbloccherà – conclude Dezio  – e non procederà in avanti, ci vedremo costretti a ulteriori forme di protesta, fermando i Servizi di Diagnosi e Cura, portando queste lavoratrici e questi lavoratori sulle piazze – conclude Dezio –, creando forti disagi ai cittadini ai quali chiediamo la massima comprensione e solidarietà per migliaia di lavoratori che, da ben 13 lunghi anni, non si vedono aumentare di 1 euro il proprio stipendio e non si rinnova la parte normativa di un Contratto di Lavoro che è ormai obsoleto”.

In tutte le stretture bergamasche si stanno raccogliendo firme che verranno consegnate il 30 gennaio in Piazza Città di Lombardia, in occasione del Presidio Regionale.

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