Saranno più di 100 i bergamaschi che sabato 6 novembre parteciperanno all’iniziativa di Genova della campagna “Il Patto che unisce”, lanciata dalla segreteria nazionale della CISL. Un percorso in tre tappe (il 28 novembre sarà la volta di Gioia Tauro e il 12 dicembre la chiusura a Roma) che punta a rilanciare il confronto tra istituzioni, forze sociali e mondo produttivo per costruire una nuova stagione di crescita, coesione e sviluppo del Paese, fondata sulla qualità del lavoro e sulla valorizzazione delle persone. L’ appuntamento è fissato per sabato 7 novembre, a partire dalle ore 9:30, presso il Palasport del capoluogo ligure, in Piazzale John Fitzgerald Kennedy.
Alla manifestazione sono attesi migliaia di lavoratori, pensionati, delegati e quadri sindacali provenienti dalle regioni del Nord Italia. Al centro della mobilitazione le richieste di modifica alla manovra di Bilancio e le undici priorità, con oltre 120 proposte, contenute nel Libro Verde della CISL: dalle politiche attive per il lavoro ai salari, dal fisco alle pensioni, dalla sanità al welfare, passando per partecipazione e formazione, giovani e politiche abitative, scuola e università, infrastrutture e investimenti produttivi. L’obiettivo è promuovere un percorso condiviso di riforme che rafforzi il potere d’acquisto, migliori la qualità dell’occupazione e consolidi la tenuta del sistema sociale, dando risposte concrete a lavoratori, pensionati, giovani, donne, famiglie. I lavori si concluderanno in tarda mattinata con l’intervento della Segretaria generale della Cisl, Daniela Fumarola.
“La posizione della CISL sulla manovra del governo Meloni per il 2027 rimane articolata – dice Francesco Corna, segretario generale del sindacato di via Carnovali -. Il governo ha accolto alcune nostre richieste: il taglio dell’Irpef al ceto medio, la conferma della defiscalizzazione all’1% sui premi di produttività della contrattazione decentrata e al 5% sugli aumenti dei contratti nazionali e poi il rifinanziamento della legge sulla partecipazione, la Zes unica potenziata, gli interventi su famiglia e congedi parentali, la tassazione al 15% delle maggiorazioni per lavoro notturno, festivo e turni, il contributo chiesto a banche, assicurazioni e società energetiche. Questi risultati sono frutti del confronto con il sindacato. Restiamo però molto preoccupati per l’intervento sull’indicizzazione delle pensioni, che va assolutamente recuperato. Sopra i 2.447 euro lordi mensili l’assegno non recupera tutta l’inflazione, oltre i 3.059 ne recupera poco più della metà. I pensionati non possono diventare il bancomat a cui attingere a ogni difficoltà economica.
Le proposte avanzate sul tema della fiscalità ci lasciano particolarmente perplessi: occorre fare di più sull’IRPEF e evitare la flat tax generalizzata, puntando invece sulla detassazione delle tredicesime per i redditi più bassi. Inoltre, riteniamo irricevibili i tagli alla scuola perché mai come oggi c’è bisogno di rafforzare le agenzie educative serve una formazione personalizzata che sappia valorizzare le attitudini individuali degli studenti e pertanto occorre diminuire il numero di alunni per classe non tagliare i fondi. E abbiamo chiesto più attenzione anche alla sanità – conclude Corna -, perché troppe persone rinunciano a curarsi e, pur apprezzando lo sforzo compiuto, riteniamo che le misure previste vadano ulteriormente rafforzate”.









