ANOLF si presenta al territorio. L’associazione della CISL che segue e tutela le persone delle più diverse cittadinanze e provenienze, ha deciso di presentarsi alle associazioni e alle istituzioni della provincia, con l’intento, dice il presidente Roberto Zanotti (nella foto), “di creare una rete e una comunità più forte, per opportunità concrete e territori più inclusivi”.
“Il momento di confronto è stato pensato per la ricorrenza dei 30 anni dal giorno della nascita di ANOLF Bergamo ed è rivolto alle realtà Associative rappresentative dei vari paesi, Associazioni o Enti Istituzionali e non che lavorano sul tema della migrazione. ANOLF pensa che solo attraverso una forte sinergia tra i vari soggetti coinvolti in questo tema si possa cercare di dare una risposta ad un fenomeno strutturale e non emergenziale come quasi sempre viene raccontato”.
L’incontro è fissato per venerdì 6 novembre, dalle 14.30 nel salone di Riformisti, nella sede CISL di via Carnovali a Bergamo.
Più di 24.000 persone assistite nel solo 2025 (oltre 4000 in più rispetto al 2024): 6.568 permessi o carte di soggiorno richiesti, quasi 100 ricongiungimenti familiari, 644 richieste di cittadinanza inoltrate, 119 test di italiano, 123 pratiche di assistenza per flussi: sono solo alcuni dei numeri che sintetizzano la realtà dell’ANOLF CISL di Bergamo che opera, oltre che nella sede di Bergamo, su 11 sportelli decentrati grazie all’impegno di 4 operatori a tempo pieno e 18 volontari.
Quella dell’associazione “oltre le frontiere”, è un’attività sempre più importante anche per la CISL provinciale che vede il 25% dei suoi iscritti attivi nato all’estero. Poco meno di 17.000 persone (i paesi d’origine più frequenti sono Marocco, Senegal, Romania, Albania, India, Egitto, Bolivia e Pakistan) costituiscono una parte importante della vita sindacale bergamasca, dal momento che alcune categorie sindacali evidenziano punte significative di iscritti originari di altre nazioni: fatta eccezione per la scuola e i dipendenti del settore elettrico, infatti, la presenza di lavoratori e lavoratrici non nati in Italia è per tutte le federazioni superiore al 10%.
Le categorie con più iscritti nati all’estero sono, in sequenza, la FELSA che tutela i lavoratori atipici (dipendenti delle società di somministrazione, in particolare), la FILCA (comparto delle costruzioni) e la FIT (trasporti e logistica) dove le percentuali di presenza sono tra il 40 e il 41%. Ma se per FELSA e FIT i nati in Senegal sono prevalenti, per la FILCA prevalgono i provenienti da Albania, Egitto e Marocco che complessivamente rappresentano oltre il 50% degli iscritti nati all’estero su oltre 8.000 aderenti alla categoria nel 2025. Significativa è la presenza di lavoratori stranieri anche in FAI (agricoltura e agrindustria), dove costituiscono il 39% degli iscritti con una prevalenza di persone dell’India (35%) e del Marocco (14%).
I lavoratori nati in Senegal sono prevalenti tra i metalmeccanici e i gli iscritti del comparto chimico-tessile, dove i nati all’estero sono rispettivamente il 29 e il 26 per cento. Un lavoratore su 3 è nato all’estero anche nel settore del commercio e dei servizi (tutelato dalla FISASCAT) -, dove primeggiano i nati in Marocco, a cui fanno seguito le nate in Ucraina, Senegal e Bolivia andando a rappresentare una significativa e irrinunciabile presenza nell’ambito dell’assistenza familiare e della cura. Ci sono poi, infine, anche pensionati iscritti alla FNP nati all’estero: ai nati in Libia, Svizzera, Francia, Germania e Belgio, memoria dell’emigrazione italiana del secolo scorso, si affiancano oggi pensionati e pensionate nati in Marocco, Senegal, Ucraina e India.
L’intervista di Zanotti a Bergamo TV









