L’insegnante di francese Chiara Mocchi, 57 anni, delegata RSU di CISL Scuola Bergamo, è stata ferita con un coltello nella mattinata di oggi 25 marzo a Trescore Balneario. L’incredibile e agghiacciante episodio è avvenuto poco prima delle 8.00 nei pressi dell’Istituto comprensivo di via Damiano Chiesa. L’aggressione sarebbe stata compiuta da uno studente di 13 anni della scuola media. La donna è stata soccorsa e trasportata d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Papa Giovanni XXIII di Bergamo.
La CISL Scuola Bergamo esprime indignazione e profonda preoccupazione. “Siamo di fronte a un fatto di una gravità inaudita, che non può e non deve essere derubricato a episodio isolato – dice Paola Manzullo, segretaria generale di CISL Scuola Bergamo -. La collega, nostra RSU, è una professionista stimata, una persona seria e dedicata, che ha sempre svolto il proprio lavoro con responsabilità e attenzione educativa. Colpire lei significa colpire l’intera scuola, i suoi valori e la sua funzione sociale. Da tempo si respira un clima sempre più difficile all’interno degli istituti scolastici, dove il disagio, la solitudine educativa e la carenza di strumenti adeguati stanno creando situazioni esplosive. Quanto accaduto oggi rappresenta una tragica confema di questa realtà”.
“È inaccettabile – continua la sindacalista – che chi lavora nella scuola sia esposto a rischi di questo tipo. È inaccettabile che si continui a intervenire solo dopo tragedie annunciate. È inaccettabile che il tema della sicurezza e del supporto educativo venga trattato come secondario. CISL Scuola Bergamo chiede con forza interventi immediati e strutturali: più risorse, più personale qualificato, presìdi psicologici stabili nelle scuole, formazione adeguata e strumenti concreti per la prevenzione della violenza. Servono risposte chiare, non dichiarazioni di circostanza. Allo stesso tempo, è necessario un impegno collettivo: la società deve restituire autorevolezza e rispetto al personale scolastico. Senza un pieno riconoscimento del ruolo educativo di docenti e lavoratori della scuola, ogni intervento rischia di essere inefficace”.
“La CISL Scuola Bergamo – conclude Manzullo – esprime la propria vicinanza alla collega, alla sua famiglia e a tutta la comunità scolastica coinvolta. La scuola non può diventare un luogo di paura. Chi educa deve essere tutelato. Chi governa ha il dovere di agire adesso”.









