“In un mercato del lavoro maturo come quello bergamasco diventa strategico rafforzare le politiche di inclusione, favorendo una maggiore partecipazione di donne, giovani e persone inattive. Parallelamente sarà fondamentale investire nella formazione continua, nell’innovazione e nell’incremento della produttività, così da sostenere la competitività del sistema economico provinciale anche in una fase di crescente scarsità di manodopera”. Luca Nieri, segretario della CISL di Bergamo commenta così i dati dell’Osservatorio Provinciale nel suo Rapporto del Primo trimestre 2026, presentati in provincia il 6 luglio 2026.
Il mercato del lavoro della provincia di Bergamo ha infatti raggiunto un livello di saturazione e una condizione di stabilità fisiologica, e il bacino delle persone in cerca di occupazione si è progressivamente ridotto. Permangono tuttavia dati significativi sulle dimissioni volontarie, che superano quota 9.244, “ … a conferma di una mobilità interna al mercato del lavoro ancora elevata.
“Questa situazione – continua Nieri – rafforza il ricorso ai contratti a tempo pieno, con effetti positivi sia sull’occupazione maschile sia su quella femminile, sebbene per quest’ultima in misura meno marcata. Un’altra caratteristica sempre più evidente è la crescente longevità lavorativa, che apre importanti riflessioni sulla necessità di adattare il lavoro a una forza lavoro mediamente più anziana, attraverso investimenti in innovazione tecnologica, organizzazione del lavoro e miglioramento delle condizioni lavorative”.
Tra i comparti in espansione si confermano la ristorazione e gli alloggi, sempre meno caratterizzati dalla stagionalità, insieme al trasporto e al magazzinaggio. Rallenta invece il settore delle costruzioni, un andamento che dovrà essere attentamente monitorato nei prossimi mesi anche alla luce dell’esaurimento dell’effetto propulsivo degli investimenti legati al PNRR. L’industria manifesta segnali di ripresa, ma permangono forti criticità in comparti interessati da crisi strutturali, come l’automotive, il tessile-abbigliamento e, in parte, la chimica, quest’ultima fortemente condizionata dall’attuale contesto geopolitico.
Un elemento di rilievo è la crescita dell’occupazione nei settori ad alta intensità di lavoro, caratterizzati però da un minore valore aggiunto. Parallelamente si registra una ripresa anche delle attività ad alta qualificazione, sebbene con un’intensità ancora contenuta.
“Bergamo – insiste il segretario CISL orobico – dovrà continuare ad attrarre lavoratori qualificati da altri territori e dall’estero. Questo significa affrontare anche temi apparentemente esterni al lavoro, come il costo della casa, i trasporti, i servizi e la qualità della vita, che incidono sulla capacità delle imprese di reperire personale. mercato del lavoro bergamasco sembra aver raggiunto una condizione di piena maturità, nella quale la sfida non è più soltanto creare nuovi posti di lavoro, ma migliorare la qualità dell’occupazione, accrescere la produttività e rendere più inclusivo il mercato. In questo contesto il ruolo della contrattazione diventa ancora più strategico: accompagnare le transizioni industriali e demografiche, valorizzare il lavoro attraverso salari e diritti, investire nelle competenze e ampliare la partecipazione di donne, giovani e persone oggi inattive. La crescita futura della provincia dipenderà sempre meno dalla quantità di lavoro disponibile e sempre più dalla qualità del lavoro, dell’organizzazione e dell’innovazione ma anche della vita”.









