Sono 34.843 i lavoratori parasubordinati in provincia di Bergamo rilevati dall’INPS alla fine del 2024. Di questi, 23.883 sono iscritti alla gestione separata come collaboratori e 10.960 come professionisti. Complessivamente, il loro numero è aumentato del 23% nell’arco di 10 anni, con una punta del 78% tra i professionisti. In relazione ai redditi prodotti, sono i collaboratori a evidenziare i redditi più elevati – mediamente parliamo di 38.103 euro annuali – a fronte dei 22.077 euro medi calcolati per i professionisti.
Le componenti in termine di genere evidenziano che, nel 2024, sono 12.475 le donne individuate dall’Inps tra i parasubordinati, il 36% del totale. In 10 anni il loro numero è aumentato di poco più del 30%; tuttavia, rispetto agli uomini – che dal 2015 al 2024 sono passati da 18.877 a 22.368 – l’elemento evidente è il gap reddituale. Nel 2024, infatti il reddito medio della componente femminile era di 22.848 euro, esattamente 15.911 euro in meno della componente maschile, il cui reddito medio era di 38.759 euro con una differenza percentuale quasi del 60%, addirittura con un peggioramento rispetto al 2015 quando il differenziale di reddito era di 14.573 euro, cioè del 56%.
Tuttavia, nell’analisi della componente femminile, quindi al netto del confronto tra donne e uomini, in percentuale i redditi femminili sono aumentati di più di quelli maschili: il 24% contro il 17% nell’arco di un decennio, tenendo presente però che nell’anno 2015 i redditi erano già fortemente differenziati. Dentro questa classe di lavoratori, la componente femminile ha visto rafforzare la propria presenza, passando dal 21 al 25% nella componente “collaboratori” e dal 40 al 48% nella componente “professionisti”.
Sempre nell’arco del decennio 2015 – 2024, in termini di età le donne iscritte tra i parasubordinati sono abbondantemente oltre il 40% nella fascia d’età fino ai 39 anni, mentre si riduce il loro numero nelle componenti anagrafiche ulteriori: sono in fatti solo il 26% nell’ultima fascia d’età analizzata dall’Inps, quella degli over 60. Tuttavia, segnando una tendenza rilevabile nella partecipazione al mercato del lavoro femminile bergamasco, e fatta eccezione per la fascia “fino a 29 anni”, il grado di partecipazione anche all’attività dei parasubordinati è di gran lunga superiore a quello del 2015 con percentuali anche a due cifre.
Ciò non toglie, che la questione del gap reddituale, come quello del gap salariale per i lavoratori dipendenti, resti importante, per i riflessi sulla vita attuale delle donne e anche sulle prospettive future. Come ben sottolineato dal report di E-Polis Lombardia, il divario di redditi è sistematico per tutte le provincie della regione e in tutte le categorie analizzate dei parasubordinati, tra i medici in formazione specialistica, gli associati in partecipazione, i collaboratori a progetti , gli autonomi occasionali, le collaborazioni coordinate e continuative.
“I numeri diffusi dall’INPS fotografano con chiarezza una realtà che il sindacato evidenzia da anni: la crescita dei parasubordinati in provincia di Bergamo non è accompagnata da un’evoluzione adeguata delle tutele e dell’equità retributiva – dice Luca Nieri, segretario provinciale CISL -. L’aumento del 23% in dieci anni, con un vero boom tra i professionisti, dimostra che il lavoro “ibrido” continua a espandersi, spesso come risposta a una precarizzazione strutturale. Preoccupa in modo particolare il divario di reddito tra uomini e donne, che nel 2024 raggiunge quasi il 60%, peggiorando rispetto al 2015. Anche laddove le donne aumentano la loro presenza e migliorano i redditi in termini percentuali, restano intrappolate in una forbice salariale ingiustificabile. La forte concentrazione femminile nelle fasce più giovani conferma una partecipazione crescente, ma non garantisce prospettive dignitose nel lungo periodo. È evidente che servono interventi strutturali, senza un cambio di passo, il rischio è consolidare un mercato del lavoro duale, dove i parasubordinati . e soprattutto le donne, restano cittadini di serie B, un tema che deve essere fondamentale e strategico per una società civile”.









