Sciopero in vista alla Evoca Group. Lunedì prossimo, dalle 8 alle 10, i lavoratori dell’azienda leader nel settore delle soluzioni per il caffè e il vending (negli stabilimenti di Mapello e Valbrembo ci sono 950 dipendenti) si fermeranno e attueranno un presidio all’esterno della sede di via Roma a Valbrembo. L’agitazione nasce dalle dichiarazioni del gruppo che ha comunicato l’intenzione di avviare interventi di riduzione dei costi con lo spostamento di alcune lavorazioni in Romania e l’esternalizzazione delle attività di magazzino, “in una situazione produttiva già fortemente impattata dal calo dei volumi degli ultimi mesi, viste le condizioni di mercato” sottolineano FIM FIOM e UILM in un comunicato sindacale.
Nonostante i numerosi incontri svolti in questi mesi, anche con la presenza dell’Amministratore Delegato, l’incertezza aumenta e la preoccupazione è alta in quanto ad oggi la società non ha ancora presentato un piano industriale completo di breve e medio periodo in grado di assicurare una prospettiva chiara per i siti bergamaschi e di dare risposte certe alle lavoratrici e ai lavoratori. Pur essendo stato annunciato il rientro di alcune attività, la situazione resta critica: cresce il ricorso al CDS, aperto su tutte le funzioni, e non esistono ad oggi progetti industriali concreti dedicati al territorio di Bergamo.
“Per tutelare il futuro produttivo e occupazionale della realtà bergamasca – continuano i sindacalisti che seguono l’azienda -, riteniamo necessario e non più rinviabile che l’azienda presenti un piano industriale chiaro, concreto e verificabile; definisca investimenti, volumi e prospettive occupazionali per i siti di Bergamo e si impegni formalmente a mantenere e sviluppare le attività produttive nel territorio”.
Per mantenere alta l’attenzione e chiedere risposte concrete, le OO.SS. e la RSU proclamano 2 ore di sciopero con presidio dalle ore 8 alle ore 10 nella giornata di lunedì 10 novembre presso l’unità produttiva di Valbrembo. Per il secondo e terzo turno, lo sciopero si svolgerà a fine turno, sulle ultime due ore di ciascun turno.
“In questa fase delicata – concludono FIM FIOM UILM Bergamo – la partecipazione delle lavoratrici e dei lavoratori è fondamentale perché solo con una presenza forte, compatta e determinata possiamo far sentire con forza la nostra voce per difendere il lavoro e il futuro degli stabilimenti bergamaschi e chiedere all’azienda impegni concreti e verificabili”.









