Lo sguardo della Cisl Bergamo sulla disabilità in relazione ai Piani di Zona

Cisl Bergamo sulla disabilità

La Cisl Bergamo ha partecipato negli ultimi mesi alla realizzazione dei Piani di Zona nei 14 ambiti della provincia di Bergamo. Uno degli obiettivi più pressanti, per la segreteria di via Carnovali, è stato quello di “posare uno sguardo” sulle persone con disabilità e valutare strumenti e possibilità per rimuovere le barriere che ne ostacolano la partecipazione sia nella società sia nel lavoro. I programmi di lavoro 2025-2027 degli Ambiti Sociali Territoriali per la macro area “disabilità” si traducono in due fondamentali indirizzi:

  • rendere concreto il diritto delle persone con disabilità a scegliere il proprio progetto e percorso di vita
  • cercare un senso comune e concertato nell’azione dei territori, integrando e coordinando la pluralità dei servizi e dei sostegni sociali e sanitari, finora poco o per nulla dialoganti ed integrati tra loro.

Quando si parla di accomodamento ragionevole dice Angelo Murabito, segretario CISL di Bergamoè importante adottare misure per assicurare alle persone con disabilità il pieno godimento di tutti i diritti umani e delle libertà fondamentali, compresi quelli legati al lavoro. In questo quadro che viene dai PDZ,  è necessario affrontare con maggiore impegno le questioni legate all’adeguatezza e alla sostenibilità dei servizi sociali e sanitari per la disabilità e a sostenere e valorizzare i caregiver”.

E’ una scelta sicuramente dettata dalla evoluzione dei bisogni ma anche da maggiori consapevolezze e rinnovate sensibilità, forse onda lunga della crisi vissuta con la pandemia del 2020. Nel percorso individuato dai Piani di Zona viene semplificato il riconoscimento della condizione di disabilità con la cosiddetta “valutazione di base”.

Viene garantito un processo di «valutazione multidimensionale» con il quale viene riconosciuto il diritto a richiedere un progetto a sostegno del proprio personale percorso di vita: “progetto di vita” individuale, personalizzato, partecipato. Per questo, nel lavoro dei Piani di Zona, è stato ritenuto  indispensabile “ … il ripensamento della filiera dei servizi sociali e sociosanitari, in un’ottica promotiva del progetto di vita e di attivazione della comunità, per una presa in carico olistica e integrata, sperimentando il budget di salute

Per questo – continua Murabito – sarà importante lavorare e spingere sull’inserimento lavorativo. Non bisogna ridurre le tutele e il collocamento mirato dovrà essere rilanciato. Gli accomodamenti ragionevoli possono essere uno strumento di inclusione effettiva sia nella vita che nel lavoro. A tal proposito un maggior dialogo tra datori e lavoratori con disabilità può essere elemento chiave per un costante miglioramento dell’inclusione lavorativa e delle qualità delle condizioni di impiego. E si potrebbero valorizzare coordinamenti istituzionali per promuovere opportunità abitative e occupazionali, ma in generale promuovere buone pratiche in materia”.

In provincia di Bergamo, le persone iscritte al collocamento mirato alla fine del 2024 erano 2.464, cinquantanove in più dell’anno precedente, e pari a circa il 6% del totale lombardo. Oltre la metà di questi sono iscritti, senza aver trovato lavoro, da più di un anno, in 478 da quasi 6 anni.

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