I metalmeccanici di Bergamo hanno fatto sentire la propria voce con uno sciopero accompagnato da un presidio al Kilometro Rosso, a partire dalle 8 di questa mattina, all’ingresso est di Stezzano. La scelta del Kilometro Rosso non è casuale: un luogo simbolico, sede di Confindustria, scelto appositamente per lanciare un segnale chiaro e deciso. Infatti, la categoria è senza un contratto rinnovato. Secondo i sindacati, Federmeccanica continua a mantenere una posizione di chiusura, rifiutando di riaprire il negoziato, fermo dal 12 novembre scorso. I sindacati di FIM CISL, FIOM CGIL e UILM UIL chiedono un aumento salariale e un miglioramento dei diritti contrattuali per tutti i metalmeccanici, che a Bergamo sono più 50.000. La richiesta principale riguarda l’adeguamento dei minimi tabellari, oltre a un cambio di rotta sulle pregiudiziali salariali e sulla clausola di salvaguardia dell’inflazione.
“Siamo qui davanti al Kilometro Rosso – ha detto Emanuele Fantini, Segretario Generale Fim Cisl Bergamo – per protestare perché vogliamo rinnovare il contratto nazionale dei metalmeccanici che è fermo da troppo tempo. Vogliamo rinnovare la parte salariale, vogliamo rinnovare i tanti diritti che ci spettano e vogliamo soprattutto che Federmeccanica ritorni al tavolo, cosa che purtroppo non succede da troppo tempo e che ci sta portando ad uno scontro in piazza, in giornate come queste. Ci auguriamo che anche la giornata di oggi, che è molto partecipata nelle fabbriche, e con un presidio molto forte proprio davanti al Kilometro Rosso, possa dare la svolta e possa far capire a Federmeccanica che è ora di riprendere il tavolo“.
























