Sciopero all’Italcementi per il premio aziendale

Si sono riuniti in un presidio dalle 5 di mattina di giovedì 2 novembre davanti ai cancelli delle due cementerie e sono scesi in sciopero per 8 ore: così i lavoratori Italcementi di Calusco d’Adda e di Rezzato hanno chiesto un Premio dignitoso per l’anno 2016, nel quale si tenga conto “della fatica e dei carichi di lavoro, aumentati in questi anni a causa della pesante riorganizzazione subita a seguito dell’acquisizione da parte di HeidelbergCement”.

Dare un segnale positivo ai lavoratori

Filca Cisl e Fillea Cgil e di Bergamo e Brescia, insieme alle RSU, alla vigilia della mobilitazione avevano definito la proposta economica avanzata dall’azienda inaccettabile e non rispettosa del lavoro, delle performance prodotte e dell’impegno profuso dai lavoratori in questi anni”. Le assemblee dei lavoratori delle cementerie, svolte il 24 ottobre scorso, avevano dato mandato di indire lo stato di agitazione, iniziato con il blocco delle ore straordinarie in tutti i reparti e in cava, e proseguito con lo sciopero. di oggi “Riteniamo che dopo anni di sacrifici, di tagli occupazionali e di efficientamento dei processi produttivi, sia arrivato il momento di dare un segnale positivo ai lavoratori, dimostrando che l’azienda vuole investire nel proprio patrimonio professionale” hanno commentato i rappresentanti delle organizzazioni sindacali.

La coesione è valore imprescindibile

Per questi motivi l’adesione alla mobilitazione è stata altissima: tutti i lavoratori hanno risposto positivamente alla fermata decisa nelle assemblee. Ora, si auspica che Italcementi cambi atteggiamento e dia ai lavoratori risposte sia dal punto di vista economico che rispetto all’implementazione dell’organico aziendale, per le mansioni oggi vacanti.Se ciò – continuano i sindacati – non dovesse avvenire valuteremo altre iniziative di mobilitazione. Ringraziamo i lavoratori che coerentemente hanno aderito alla protesta decisa nelle assemblee, certi che la coesione oggi sia ancora un valore imprescindibile per condividere obiettivi comuni”.

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