Presidio all’Ospedale di Treviglio

È stato un presidio “rumoroso” e partecipato, quello che venerdì 25 marzo 2016 ha coinvolto numerosi visitatori e utenti dell’Ospedale di Treviglio. È infatti andata in scena l’assemblea-presidio delle lavoratrici della TKV, cooperativa che ha in appalto le opere di pulizia del nosocomio della bassa bergamasca.

L’obiettivo di lavoratici e sindacati (in campo c’erano FISASCAT CISL, FILCAMS CGIL e UILTRASPORTI) è stato quello di sensibilizzare la popolazione sulla situazione dell’appalto e delle lavoratrici, una sessantina in forza alla cooperativa, che ha l’appalto da 6 anni, situazione ormai divenuta insostenibile.

Ricordiamo che il nostro stipendio è di circa 500 € mensili, che il nostro contratto è scaduto ormai da tre anni, che nel corso degli anni ci è stato ridotto il monte ore da lavorare e che spesso facciamo fatica a ottenere i prodotti idonei ad una igiene adeguata”. Questo stava scritto sul volantino che veniva distribuito a chi si avvicinava.

Non è capitato di rado che le lavoratrici dovessero portare da casa scope, stracci e spugne, perché non presenti sul posto.E adesso, – dice Claudia Belotti, del sindacato FISASCAT CISL Bergamo – è partita anche l’emergenza legata agli stipendi. TVK paga regolarmente” con 8, 9, anche 10 giorni di ritardo. Dell’ultimo stipendio ne è stata pagata, dietro nostra sollecitazione, solo la metà. Il resto arriverà dopo Pasqua”.

Ogni mese dobbiamo lottare per vederci riconosciuto il diritto a percepire lo stipendio – continua il documento delle lavoratrici – …i ritardi sono cronici. Eppure, ogni giorno, festività comprese, facciamo del nostro meglio per garantire le pulizie nella struttura, mantenendo adeguati i parametri di igiene e cura degli ambienti”. “È la prima volta che abbiamo di questi problemi”, dice una delle “veterane”, da 25 anni al lavoro in Ospedale, sempre alle dipendenze di chi vinceva l’appalto delle pulizie.

Oggi – conclude Belotti – chiederemo ufficialmente un incontro alla direzione dell’Azienda Ospedaliera, per avere notizie certe circa possibili ritardi nei pagamenti di cui TVK ha parlato per giustificare le proprie mancanze. Chiederemo che l’Azienda si faccia garante degli stipendi delle 60 lavoratrici, e non escludiamo nuove forme di protesta”.

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