“Il paese ha bisogno di speranza – dice Andrea Donegà, della segreteria del sindacato Fim Cisl Bergamo, alla lettura dei dati ISTAT e Caritas sui Neet (giovani tra 15 e 29 anni che non studiano e non lavorano) distribuiti oggi. In Italia sono due milioni e mezzo. Si tratta del 26% degli under 30, più di 1 su 4. In Ue peggio fa solo la Grecia (28,9%). Ne abbiamo il triplo della Germania (8,7%) e quasi il doppio della Francia (13,8%). In provincia di Bergamo la situazione e le proporzioni non cambiano.
“Sono dati sconcertanti – continua Donegà – che dimostrano quanto siano rassegnati i nostri giovani. E è un brutto sintomo per il futuro del paese. Diventa sempre più necessaria una riforma della scuola che colleghi formazione e mondo del lavoro, come accade in Germania. Occorre lanciare definitivamente l’apprendistato, che nell’era delle “tutele crescenti” rischia di scomparire, perché le aziende continuano a vedere la formazione sempre più spesso come costo piuttosto che come investimento”.









