Stato di agitazione all’ospedale Bolognini

Chi fino ad inizio settembre lavorava 40 ore alla settimana oggi ne lavora 24 e chi ne lavorava 24, è sceso a 15 (per Contratto nazionale di meno non era possibile) coi conseguenti pesanti tagli di stipendio: sono gli effetti della spending review negli otto presidi provinciali dell’Ospedale Bolognini. Per i circa 140 lavoratori impegnati nelle pulizie e nella sanificazione delle strutture ospedaliere di Seriate, Lovere, Piario, Trescore Balneario, Sarnico, Nembro, Gazzaniga e Alzano Lombardo l’impatto dei tagli è davvero serio, tanto che nelle assemblee che si sono svolte dall’8 al 12 settembre è stato deciso di avviare uno stato di agitazione a partire da oggi e di chiedere un incontro al Prefetto di Bergamo e alla direzione ospedaliera. Dall’8 settembre nelle varie sedi dell’ospedale Bolognini operano Coopservice e Euro&Promos che hanno ottenuto un inedito affidamento temporaneo del servizio in attesa che il Tar si esprima sul ricorso presentato da Markas srl. Quest’ultima, a cui in precedenza era affidato il servizio, in fase di cambio di appalto è stata superata dalle due nuove aziende.

“Col cambio di appalto abbiamo assistito a pesanti decurtazioni delle ore contrattuali che nella maggioranza dei casi raggiungono il 40% – ha spiegato Stefano Allieri della FISASCAT Cisl Bergamo. -Si precisa che le lavoratrici e lavoratori hanno sottoscritto i contratti di assunzione con le aziende a cui è stato dato l’affidamento temporaneo del servizio esclusivamente per la salvaguardia del proprio posto di lavoro che è per tutti la sola fonte di sussistenza e solo perché sarebbero stati sostituiti da altri dipendenti. La spending review, rivelatasi un’operazione di tagli lineari, ha limitato drasticamente le risorse che gli enti hanno storicamente destinato ai servizi in appalto. Le riduzioni di spesa operate dall’alto non possono ricadere sempre sui lavoratori anche perché le gare d’appalto vengono gestite dalla Consip (società del Ministero dell’Economia che determina le condizioni per le gare) nata per evitare le disparità di prezzo e conseguire risparmi giusti e leciti, non per scaricare sulla pelle dei lavoratori in appalto i costi sociali dell’austerità. Siamo naturalmente anche molto preoccupati per gli standard igienico-sanitari dei presidi ospedalieri: ci chiediamo, dovendo fare lo stesso lavoro in quasi la metà del tempo, come si possa garantire la qualità”.

Rispetto, poi, alle modalità dell’affidamento temporaneo dei servizi, i sindacalisti aggiungono: “Si tratta di un affidamento davvero inusuale dal momento che fino a poche settimane fa la prassi, in caso di ricorsi, prevedeva la proroga dell’azienda uscente fino a decisione del Tar con condizioni contrattuali ed economiche che rimanevano immutate rispetto ai mesi precedenti” continuano i sindacalisti. “Nel precedente appalto veniva garantito un numero di ore maggiore che consentiva di erogare un servizio adeguato all’utente ma che garantiva anche una tenuta salariale dignitosa in un settore dove gli stipendi sono in media già molto bassi”.

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