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Manifestazione del Primo Maggio 2022 a Bergamo

PROGRAMMA
- ore 9.00 – Ritrovo nel piazzale della Stazione
- ore 9.30 – Corteo per le vie di Bergamo
- ore 11.00 – intervento per conto di Cgil, Cisl e Uil di Christian Ferrari (Segreteria Cgil nazionale)
In questo Primo Maggio, parlare di pace e di lavoro è, anzitutto, parlare di impegno, di responsabilità , di speranza, ma anche di fatica e di futuro. La dimensione collettiva e individuale di pace e lavoro sono imprescindibili: riguardano ciascuno e riguardano tutti noi, complessivamente. In questo momento storico quanto mai ci sentiamo chiamati e interrogati rispetto alla direzione della storia, della democrazia e degli equilibri economici/geopolitici mondiali che già la pandemia ha profondamente marcato e messo in
discussione.
In Europa è tornato un conflitto drammatico che mai avremmo immaginato di vedere e vivere, ponendosi alle nostre coscienze in tutta la sua brutalità , con la responsabilità di non voltare la faccia difendendo sempre le ragioni della Libertà . Senza dimenticarci delle tante guerre presenti in Yemen, Siria, Etiopia, Birmania e tante altre che stanno mietendo vittime innocenti. Siamo chiamati a sbarrare gli occhi su tutte le guerre, i conflitti e le violazioni di diritti che, continuamente, sul nostro pianeta distruggono vite e dignità umana. L’invasione Russa dell’Ucraina è storicamente inaccettabile, inaccettabile per la nostra Europa che è chiamata, con la Comunità internazionale e le istituzioni sovranazionali, a moltiplicare attivamente gli sforzi multilaterali e le pressioni affinché si arrivi al cessate il fuoco e a ridare ruolo pieno alle diplomazie.
CGIL, CISL e UIL di Bergamo chiedono con forza al Governo, all’Europa e alla Comunità internazionale di porre fine ai massacri, all’orrore e di dare speranza alla pace, a una pace giusta, concreta, fatta e costruita per la libertà e la democrazia: questo chiediamo con grande determinazione, nel frattempo garantendo attivo supporto umanitario ai profughi, agli sfollati, ai civili, alla popolazione. La pace è anche frutto di una memoria che deve essere fortemente salvaguardata, diffusa, condivisa: giovani e meno giovani devono continuare nella consapevolezza che anche la pace è una conquista che va manutenuta ogni giorno.
Oggi festeggiamo il lavoro e le sue conquiste, che non sono date per sempre, ma sono frutto delle azioni sistematiche nel tempo e dell’opera quotidiana che sviluppiamo nei luoghi di lavoro. Un lavoro giusto – nelle sue forme tradizionali e anche nuove, nel pubblico e nel privato – richiede tutele che vanno salvaguardate, garantite ed estese a tutti i settori economici e professionali: rispetto dei diritti, rispetto della dignità , tutela della salute e della sicurezza, rinnovo dei contratti, garanzie sul welfare presente e futuro, formazione nelle transizioni lavorative, formazione continua, politiche attive e passive innovative. Un lavoro giusto, nella libertà e nella democrazia, e per un futuro delle nostre comunità e del nostro Paese. Senza lavoro giusto non può esserci pace vera.
