Un anno di Adiconsum tra fake news e povertà

Un altro anno vissuto “pericolosamente”, in un continuo slalom, tra povertà, truffe, fake news e “solitudine sanitaria”. Nei giorni in cui Bergamo conquista la vetta di “città ideale”, la relazione che Mina Busi ha fatto alla riunione di fine anno del Consiglio ADICONSUM stona, ma mette in piena luce le emergenze di questo territorio.

Siamo in presenza di un numero di famiglie in difficoltà in continuo aumento, che per recuperare risorse, dopo avere tagliato le spese “voluttuarie”, da qualche tempo riducono anche i consumi di prima necessità.  L’intervento sui tassi per  contrastare l’inflazione ha appesantito le famiglie che hanno in essere mutui e prestiti.  Sono  aumentati i casi di morosità, di sovra indebitamento e di pignoramento degli immobili con conseguenti ricadute sociali. I salari, gli stipendi, le pensioni sono i più bassi d’Europa a fronte di tasse che sono le più alte d’Europa. Sempre più pensionati anche bergamaschi, si sono trasferiti in Paesi dove le tasse sono meno che la metà che in Italia. E quindi non acquistano e non consumano più in Italia. Continua l’emergenza sanitaria in presenza di un Servizio Sanitario Nazionale al collasso, che ha aumentato la vulnerabilità finanziaria delle famiglie, che rinunciano a curarsi per i tempi lunghi di attesa nelle strutture pubbliche,  non potendosi permettere di pagare strutture private. In particolare in questo periodo stiamo assistendo persone per lo più fragili ed indigenti per le problematiche di richiesta di pagamento dei ticket sanitari erogati in modo anomalo. Per ogni situazione, Il rientro alla normalità è ancora lungo”.

L’associazione di difesa dei consumatori della CISL di Bergamo, durante l’anno che si sta chiudendo ha assistito oltre 6.000 persone e svolto 899 pratiche. Ma il “giro d’affari” di ADICONSUM  è sicuramente molto più ampio, dal momento che nei tanti uffici sparsi sul territorio non tutti i contatti e le consulenze prestate vengono registrati.

Gli ambiti di intervento maggiori del 2024 sono stati quello finanziario, con interventi per truffe on line, ricorsi ABF, problemi sollevati su buoni fruttiferi, fondo dormienti, assicurazioni, mutui e finanziamenti, sovra indebitamento; quello del recesso contratti e contestazioni varie per non rispetto del contratto; le istanze presso il giudice di pace  o la Prefettura; le richieste di dilazioni con Agenzia delle Entrate; le richieste di bonus con ARERA; il mercato delle utenze di luce, gas e tv, con consulenza, richieste risarcimento,  revisione contratti sul mercato libero; la telefonia, con contestazioni per addebiti e richieste di conciliazioni; il campo dei trasporti e dei viaggi, con contenziosi  soprattutto con Ryanair; nell’ambito finanziario sulla questione dei ticket sanitari, e infine le conciliazioni per utenze con gestori ed ARERA.

Un altro tema estremamente delicato che viviamo è il ricorso al gioco d’azzardo da parte di molti cittadini pensionati ma anche giovani che continuano ad indebitarsi. Secondo gli ultimi dati, la spesa media pro capite in Italia è pari a 1.900 euro, per un totale di 100 miliardi di euro spesi in un anno.  la spesa socio-sanitaria per curare la ludopatia supera gli oltre 2 miliardi di euro”.

ADICONSUM Bergamo opera sul territorio provinciale con 14 collaboratori in 18 recapiti settimanali. L’attività di informazione, assistenza e consulenza. Ha detto ancora Busi, “è continua. È molto impegnativo ma allo stesso tempo anche gratificante”.

Una delle maggiori preoccupazioni dell’anno è stata l’esplosione delle “fake news”, in tanti campi.

Siamo giornalmente bombardati da tantissime notizie che ci giungono dalle televisioni, dai giornali, dalle radio, da internet, dagli smartphone, dai telefoni fissi, nelle buche della posta e sui parabrezza delle macchine; ed ancora per strada e davanti agli uffici, le scuole e finanche davanti alle chiese. Ci suggeriscono consumi e comportamenti capaci di sconvolgere le nostre abitudini, di mettere in dubbio convincimenti che pensavamo consolidati. Un vero uragano di notizie, spesso in antitesi tra loro, che disorientano il cittadino quando non lo inducono a credere, a convincersi che la “verità” vera, tra tante, è quella appena letta. Il problema è: quanti lo hanno capito? Quanti sono capaci autonomamente di mettere in discussione la notizia? L’unico strumento che ad oggi consente al consumatore di “difendersi” dalle offerte commerciali indesiderate è il Registro delle Opposizioni, ma è uno strumento spuntato e limitato, nonostante la recente riforma che ne ha allargato il raggio di operatività. Il coinvolgimento dei consumatori implica che essi possono far valere con fiducia i loro diritti  e che, nell’eventualità di un contenzioso, possono contare sia su un’efficace tutela di tali diritti, sia su un facile accesso a un efficace mezzo di ricorso. La negoziazione paritetica permette per al  consumatore di trovare soluzioni in maniera rapida, semplice, economica, e nella gran parte dei casi pienamente soddisfacente. Uno strumento che sta riscuotendo, ogni giorno di più, il favore e l’interesse da parte dei consumatori”.

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