Anche la Cisl Bergamo protagonista venerdì 18 ottobre a Cologno al Serio per la presentazione di cortometraggio inedito di Ermanno Olmi con la sceneggiatura di Corrado Stajano (a suo tempo non trasmesso dalla Rai che l’aveva commissionato al regista bergamasco) sulla figura di don Primo Mazzolari. Una serata organizzata nella sala Cardinal Agliardi dell’oratorio (densa di partecipanti) dalla sezione “Don Vismara” dell’Anpi (presidente Bruno Ubbiali), con il patrocinio del Comune, il contributo della Bcc Bergamasca e Orobica e, appunto, la presenza della Cisl Bergamo nella persona del nostro Segretario generale Francesco Corna. Cisl Bergamo che nel settembre 2023, insieme al Fondazione Giulio Pastore e alla Fondazione della Comunità Bergamasca, ha contribuito a mandare in stampa il volume “Voler bene ai poveri è un rischio. Don Primo Mazzolari a Bergamo“, curato dalla ricercatrice Barbara Curtarelli, la quale nel suo intervento ha approfondito l’antifascismo di don Primo Mazzolari e la sua vicinanza con Don Vismara.
Il film di Olmi avrebbe dovuto andare in onda la sera del Giovedì Santo del 1967, ma non fu trasmesso, sostituito all’ultimo momento da un documentario sulle farfalle. Un’opera dove don Primo Mazzolari (di cui è in corso la causa di beatificazione) raccontato attraverso immagini storiche, letture di testi, interviste, e scene ricostruite con vis poetica dal regista della Malpensata, Palma d’Oro a Cannes (1978) per “L’albero degli zoccoli” e Leone d’oro a Venezia (1988) per “La leggenda del santo bevitore“. Chi ritrovò la pellicola all’interno di una bobina ampex in un archivio milanese della Rai è stato il giornalista Ennio Chiodi, presentatore della serata a Cologno al Serio.

Collegato da New York c’era Stefano Albertini Mussini, docente di letteratura e cinema italiani alla New York University, originario di Bozzolo paese dove don Primo Mazzolari morì. “Olmi, dopo nel 1967 era già un artista riconosciuto a livello internazionale. Per esempio, il suo film “Il posto” (1961) ottenne ottime recensioni da parte della critica. Per quanto riguarda la pellicola su don Primo Mazzolari non esistono documenti che attestino la censura“. Probabilmente alcune scene controverse (Mazzolari che critica la formazione dei sacerdoti in Seminario e sottolinea l’inutilità di ogni guerra oppure la ripresa dei preti che fanno il saluto romano o marciano al passo dell’oca) abbiano in zona Cesarini ripensato la programmazione televisiva di quella giornata.
Nel docufilm si evidenziano l’origine campagnola di don Primo (nella frazione Boschetto a Cremona), gli anni del Seminario, l’ordinazione, l’iniziale interventismo e l’esperienza drammatica della Prima Guerra mondiale, il primo mandato pastorale a Cicognara, il “no” alla recitare del Te Deum imposto dai fascisti dopo il fallito attentato a Mussolini, la Resistenza, la fondazione del quindicinale “Adesso”, la celebre omelia «Nostro fratello Giuda», l’abbraccio di Papa Giovanni, che riconobbe in lui «la tromba dello Spirito Santo» nella Pianura padana.

L’intervento di Francesco Corna si è concentrato sull’importanza dell’impegno sociale della Chiesa e del sindacato in Italia, con particolare attenzione al territorio di Bergamo. Il Segretario generale della Cisl ha riflettuto sulla transizione della società agricola a quella industriale e su come questo abbia sollevato questioni sociali a cui la Chiesa ha dovuto rispondere, per esempio attraverso l’enciclica Rerum Novarum. “Il ruolo di Don Primo Mazzolari è decisivo – ha rimarcato Corna – nel sostenere i diritti dei lavoratori e il loro impegno. Altresì la Chiesa non ha fatto mancare la vicinanza in quei frangenti. Faccio riferimento allo sciopero di Ranica del 1909 e al coinvolgimento delle autorità ecclesiastiche nella raccolta di fondi per le famiglie degli scioperanti. I preti, spesso provenienti da famiglie povere, furono tra i pochi istruiti e quindi attivi nella mediazione e negoziazione dei contratti di lavoro. Si tratta di eventi che hanno influenzato la Bergamasca, creando una tradizione di impegno sociale che ancora oggi caratterizza il territorio”
La serata (avvalorata dalle interpretazioni dell’attore Maurizio Tabani dei brani di don Primo sulla pace) è stata conclusa dal padre missionario Giuseppe Locati.









