Una battaglia di civiltà e di dignità. Lo sciopero della DMO a Bergamo

Lo sciopero della DMO a Bergamo

Una battaglia di civiltà e di dignità“. Così Guido Fratta, Segretario Fisascat Cisl Bergamo ha definito la ferrea volontà dei sindacati di non mollare la presa per il rinnovo del contratto dei lavoratori e delle lavoratrici della DMO (Distribuzione Moderna Organizzata). Contratto ostacolato da una controparte (Federdistribuzione) refrattaria a qualsiasi accordo, dopo la scadenza del primo contratto ben 51 mesi fa. Oggi, un centinaio di lavoratori e lavoratrici del comparto di Bergamo (in sintonia con lo sciopero organizzato a livello nazionale dalla FILCAMS CGIL, FISASCAT CISL e UILTUCS) hanno dato vita al presidio davanti all’Esselunga di via Corridoni. 

I lavoratori e le lavoratriciha detto Fratta agli ingressi dell’Esselungache occupano questo comparto si trovano ogni giorno a conciliare il lavoro con la vita e la difficoltà nella gestione dei figli e del tempo libero. Noi non ci stiamo, noi siamo qua a gridare che 51 mesi sono troppi, specie dopo un periodo di inflazione che ha mangiato i nostr i redditi e specie dopo una fase dove i fatturati, i profitti di questi signori sono aumentati significativamente in molti casi. Di fronte a questo non possiamo accettare le proposte che ci arrivano dalla parte di fede a distribuzione rispetto soprattutto ai temi normativi“. 

Alla base della mobilitazione c’è l’irresponsabilità di Federdistribuzione nel presentare svariate richieste finalizzate a sabotare diritti e garanzie attualmente contenute nel contratto nazionale e che le lavoratrici ed i lavoratori della distribuzione commerciale hanno raggiunto a costo di sacrifici e di lotte nel corso degli ultimi decenni. E’ noto come le aziende della DMO stanno sferrando un attacco senza precedenti ai diritti di chi lavora nel settore (a Bergamo oltre 50mila persone), mortificandone le professionalità e disconoscendone il contributo operoso e continuo.

Noi non accettiamo che la flessibilità si traduca in precariato – ha continuato Fratta -. Non accettiamo che i contratti a tempo determinato che vengono proposti superino i 24 mesi, superino la stessa legge. Non accettiamo che i mansionari siano a ribasso, che le attività di pulizia vengano affidate agli operatori e agli addetti e agli ausiliari alle vendite. Non accettiamo che vengano individuate figure legate al carico e scarico che vengano collocate al quinto livello anziché al quarto. Non accettiamo per responsabilità all’interno di queste unità vengano affidate a livelli di inquadramento basse e non accettiamo soprattutto che tutto il resto del terziario abbia ormai rinnovato i propri contratti e che questi si siano chiusi i loro stessi senza dare un significativo riconoscimento ad un settore così importante“.

Una protesta giusta che continuerà finché non ci sarà una risposta di civiltà.

 

 

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