Elcograf. La crisi diventa profonda. Prepensionamenti per 120 su 500 addetti

Elcograf. La crisi diventa profonda Prepensionamenti per 120 su 500 addetti

La resa dei conti sembra avvicinarsi per un settore investito da trasformazioni così epocali da richiedere riconversioni rapide e radicali. Il comparto della stampa di periodici, dépliant e cataloghi da tempo risente del passaggio dei contenuti ai formati digitali e online. Così, dopo anni di cassa ordinaria, straordinaria e contratti di solidarietà, ora che la possibilità di ricorrere di nuovo ad altri ammortizzatori sociali si va esaurendo, emerge in tutta la sua gravità la crisi che sta investendo la Elcograf spa, in provincia presente nei tre siti produttivi di Bergamo, Treviglio e  Madone. Ci lavorano complessivamente quasi 500 addetti (sono 954 i dipendenti totali a livello nazionale, dove altre sedi sorgono a Verona, Cles in provincia di Trento, Pozzo D’Adda nel Milanese e Borgaro Torinese).

Elcograf è nata tra l’ottobre 2008 e il gennaio 2012 con l’acquisizione da parte della Pozzoni spa del 100% del capitale di Mondadori Printing spa, che ha portato le due società ad unirsi sotto lo storico marchio per la stampa di agende, periodici, volantini, libri illustrati, cataloghi di vario tipo e d’arte, libri in bianco e nero, hardcover e paperback.

In Elcograf sono già in corso fuoriuscite di pre-pensionamento che sfruttano la legge n. 416 del 1981 per i lavoratori dell’editoria. Nei prossimi mesi saranno in 120 a lasciare l’azienda con questa modalità (250 a livello nazionale), ma ci chiediamo che destino avranno gli altri ad inizio 2024hanno dichiarato Luca Legramanti di FISTEL-CISL, Tobia Perini di SLC-CGIL e Bruno Locatelli di UILCOM-UIL di Bergamo -. A luglio scade, infatti, il periodo di cassa straordinaria che sarà prorogata solo fino al 31 dicembre. Poi, al momento, non ci sono altri strumenti a cui ricorrere. Chiediamo perciò al governo il superamento del quinquennio mobile e dunque la possibilità di poter accedere a ulteriori ammortizzatori sociali”.

A metà marzo, le categorie grafiche di CGIL CISL UIL avevano rivolto un appello con una lettera aperta a tutti i parlamentari eletti in Bergamasca delle diverse parti politiche. “Gli unici a risponderci sono stati Antonio Misiani e Daisy Pirovano”, proseguono i tre sindacalisti.

Il 27 aprile, intanto, si è tenuto un incontro con la direzione aziendale nella sede di via Zanica (il vecchio sito di Arti Grafiche). Oltre ai sindacalisti di Bergamo, sono intervenuti anche Gianluca Carrega, coordinatore nazionale industria per SLC-CGIL, Paolo Gallo della segreteria nazionale di FISTEL-CISL e Roberta Musu della segreteria nazionale di UILCOM-UIL.

Durante il confronto ci sono stati forniti dati economici che non possono non destare allarme. Siamo preoccupati. Se a dicembre si registrava un tasso medio di utilizzo degli impianti di circa il 47,7%, sappiamo ora che la percentuale è scesa ulteriormente in maniera significativa. Chiediamo al più presto a Elcograf di illustrarci un piano industriale realistico perché fino ad ora, anche nell’incontro di ieri, non ci è sembrato di ascoltarne uno credibile. Chiediamo al governo e ai gruppi parlamentari che si attivino per fornire gli strumenti di sostegno che accompagnino le aziende del comparto nei loro processi di riconversione, temi che sono stati presentati dalle nostre segreterie nazionali al sottosegretario all’Editoria”.

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