Documento Cgil Cisl Uil Bergamo sulle elezioni 2018

La campagna elettorale, con particolare riferimento a quella nazionale, che si sta avviando a conclusione è troppo spesso intrisa di populismi e di tante proposte e progetti estemporanei, lontani dalla concretezza dei problemi e delle situazioni che pensionati, lavoratrici e lavoratori stanno vivendo. Eppure nel prossimo futuro dovremo affrontare snodi davvero dirimenti per le prospettive del nostro paese ritrovando un nuovo spirito di responsabilità e di slancio progettuale. …

Rinnovare un progetto politico europeo capace di tenere insieme economia, crescita, occupazione e modello di welfare universale è secondo CGIL CISL Uil la premessa fondamentale per affrontare le sfide del nostro paese. Nella faticosa risalita dalla crisi finanziaria e economica che abbiamo attraversato occorre rimettere a fuoco in modo nuovo e ripartire soprattutto da un massiccio investimento sul lavoro. Vanno pertanto ampliati e resi strutturali gli interventi per ridurre il costo del lavoro soprattutto per l’occupazione giovanile stabile. Una buona occupazione dev’essere considerata centrale per tutte le politiche di inclusione sociale. 

Questo è fondamentale per mantenere seppure in un contesto nuovo il patto solidaristico, tutelando giovani e pensionati, che sta alla base di un moderno sistema di fisco progressivo più equo e di welfare inclusivo e universale. E’ su questo che la politica e le diverse posizioni dovrebbero essere concentrate. Un’ulteriore elemento che riteniamo fondamentale è quello delle coesione sociale. Occorre ricostruire le condizioni per una nuova politica di integrazione e di governo del fenomeno migratorio che rappresenta anche nel nostro territorio una componente essenziale per lo sviluppo economico.

ELEZIONI REGIONALI

Segnaliamo ai candidati e alle forze politiche che si presentano alle prossime elezioni regionali le proposte e le esigenze che le Organizzazioni Sindacali raccolgono dal mondo del lavoro, dai pensionati, dai disoccupati e dai giovani in cerca di lavoro.

1) Più lavoro di qualità

Con la ripresa economica in atto sono aumentati gli avviamenti al lavoro ma si tratta soprattutto di posti di lavoro a tempo determinato che non danno la necessaria sicurezza ai lavoratori e alle loro famiglie. Per avere più lavoro, sicuro e di qualità è necessario sostenere la competitività delle aziende e del territorio con l’innovazione, con la formazione del personale , con migliori servizi, con interventi sulle infrastrutture e sulla banda ultra larga. E’ fondamentale un migliore raccordo nei sistemi di formazione e istruzione al fine di contrastare il fenomeno della dispersione scolastica. Vanno inoltre incentivati progetti territoriali di rete tra sistema di istruzione e parti sociali per un migliore governo dell’alternanza scuola lavoro e un maggiore utilizzo dei contratti di apprendistato. Lavoro di qualità significa anche lavoro con più salute e sicurezza. E’ necessario lavorare sulla massima diffusione della cultura della sicurezza già a partire dall’età scolastica. A questo proposito sarebbe opportuno che Regione Lombardia stanzi risorse economiche per gli istituti scolastici che adottano il modello scuola sicura già sperimentato a Bergamo.

2) Innovazione e formazione

La Regione dovrà favorire i processi di innovazione tecnologica nelle aziende promuovendo la collaborazione con Università e Istituti Scolastici in tutti i settori, dall’agricoltura all’industria, dal commercio al turismo e ai servizi. Dovrà migliorare e potenziare i servizi per la formazione professionale, per l’educazione continua con particolare attenzione ai lavoratori che rischiano di restare ai margini dei processi di rinnovamento tecnologico (Industria 4.0).

3) Conciliare lavoro e vita personale

Vanno potenziati gli strumenti per favorire la conciliazione dei tempi di lavoro con i tempi della vita personale e familiare. Non solo più servizi per l’infanzia ma anche sostegni al rientro in azienda dopo la maternità e incentivi alla contrattazione aziendale in materia di conciliazione.

4) Più sostegno per chi perde il lavoro

Si considerano le politiche attive del lavoro determinanti per un percorso di reinserimento lavorativo e di rioccupazione, assieme alla scelta di confermare e consolidare in una logica di rete il modello pubblico/privato. L’attuale rete dei Centri per l’Impiego va potenziata con maggiori risorse economiche, umane e professionali e messa in grado di svolgere davvero il ruolo più volte annunciato di sostegno alle politiche attive per reinserire nel mondo del lavoro chi ha perso l’occupazione. La Regione dovrà prestare attenzione al processo di riforma in atto che vede il passaggio all’agenzia nazionale ANPAL di molte funzioni: andrà favorita l’azione coordinata con gli operatori accreditati per lavoro e formazione, con i Patronati sindacali, con i servizi sociali comunali anche per un’azione integrata con il REI (Reddito di inclusione), con l’Assegno di ricollocazione e la Dote Unica Lavoro

5) Sostegni per il lavoro debole

Non c’è solo la crescita del lavoro a termine ma si diffondo anche forme di part time involontario e somministrazione (lavoro interinale) per tempi brevissimi. Occorre monitorare questi fenomeni e introdurre misure di compensazione oltre che di repressione degli abusi come nel caso dei finti tirocini. Occorre inoltre definire azioni per favorire l’inserimento lavorativo delle persone più svantaggiate con risorse adeguate e strutturali. È necessario sostenere le persone disabili e i lavoratori con patologie gravi, bisognosi di periodi di cure o di pause dall’attività lavorativa connesse a terapie salvavita, nonché i genitori o i caregivers familiari di parenti non autosufficienti: per queste situazioni servono misure stabili e non bandi temporanei.

6) La competitività del territorio

Decine di migliaia di lavoratori si spostano ogni giorno per raggiungere i loro posti di lavoro. Nonostante gli investimenti fatti, restano ancora molto problemi da risolvere, prima di tutto per garantire la sicurezza (lo dimostra il recente grave incidente ferroviario di Pioltello). Assicurare la mobilità sul territorio, da e per le valli, verso Milano, Lecco e Treviglio, sia per ferrovia che per strada è una necessità non solo per l’economia ma anche per la qualità della vita dei lavoratori.

7) Welfare e sostegno alle famiglie

Va superata la logica dei bandi a tempo e vanno previste misure permanenti, facilmente accessibili, non ripetitive di provvidenze nazionali, che favoriscano l’inclusione attiva e prevedano un ruolo, non solo esecutivo, degli enti locali e dei loro servizi territoriali. Vanno rese permanenti le misure per gli asili nido, per la RSA Aperta, per la residenzialità leggera. Va esteso l’utilizzo dell’ISEE come prova dei mezzi.

8) Le autonomie locali

Va incentivato il processo di gestione associata da parte dei Comuni e favorito il consolidamento degli Ambiti Territoriali evitando operazioni centralistiche di fusioni che producano accorpamenti di dimensioni tali da rendere difficile una programmazione degli interventi che sia aderente ai bisogni del territorio.

9) Politiche abitative

Le politiche della casa riguardano centinaia di migliaia di famiglie. Molte si trovano in grave difficoltà alloggiativa e incrociano una condizione di povertà economica e di disagio sociale;. L’edilizia residenziale pubblica, cioè il principale strumento di offerta alloggiativa, è materia di competenza regionale, unitamente alla gestione, attraverso le Aler, del patrimonio esistente. Si chiede, quindi, di assicurare fondi adeguati per il sostegno affitto, per contrastare la morosità incolpevole, per la manutenzione del patrimonio pubblico. Si tratta di un intervento necessari per garantire qualità della vita alle persone e vivibilità nei paesi, nei quartieri e nelle periferie.

10) La salute

Nell’applicazione del nuovo modello di presa in carico dei pazienti cronici va assicurata parità di trattamento per i pazienti, a prescindere dalla decisione o meno di adesione da parte dei loro medici di medicina generale. Il più volte annunciato rafforzamento della rete sanitaria extra ospedaliera deve trovare finalmente attuazione con un investimento sui Presidi Ospedalieri Territoriali e i Presidi Socio Sanitari Territoriali. Le dotazioni organiche del personale sanitario vanno aggiornate ai maggiori bisogni determinati dai mutamenti demografici e vanno concordate con le Autorità nazionali revisioni dei contingenti numerici per i corsi di specializzazione e per le professioni sanitarie, attualmente insufficienti a dare risposte efficaci al bisogno di riduzione delle liste d’attesa.

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