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Unione Sindacale di Bergamo

Cgil Cisl Uil esprimono forte preoccupazione per quello che sta accadendo in merito allo sviluppo dei tavoli tematici di approfondimento sulla ricerca OCSE. Occorre recuperare un spirito costruttivo che sappia valorizzare le diverse specificità associative in un quadro di obiettivi e di azioni condivise.

Occorre per fare questo abbandonare personalismi e eccessive identità associative che hanno purtroppo contrassegnato le dichiarazioni alla stampa nei giorni scorsi. Ritenere che progetti di sviluppo e di innovazione siano antitetici tra sistemi di rappresentanza industriale e tra le reti di imprese artigiane e del terziario è frutto di una visione miope già ampiamente superata dai cambiamenti che l’economia bergamasca sta attraversando.

Il prossimo mese di settembre sarà dirimente per verificare la capacità di produrre azioni di sistema che diano concretezza alle prospettive individuate dalla ricerca OCSE e dai gruppi di lavoro tematici.

Le istituzioni locali, Comune di Bergamo e Provincia, unitamente all’Università di Bergamo, sono attori indispensabili, insieme alle parti sociali, per colmare un deficit ben evidenziato dalla stessa ricerca OCSE sulla mancanza di una effettiva coesione territoriale. Occorre infine non disperdere quanto di positivo si è creato in questi mesi di lavoro comune.

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Un appuntamento organizzato da CGIL Cisl Bergamo e Uil Bergamo per approfondire la filiera agroalimentare: dalla produzione agricola di qualità alla valorizzazione industriale e commerciale del prodotto. Sarà presente Maurizio Martina, Ministro delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali.

Appuntamento 8 luglio nella Sala Alabastro del Centro Congressi di Bergamo. 


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Le Centrali Cooperative e le Organizzazioni Sindacali hanno un protocollo per lo sviluppo economico e sociale del territorio. Una prima iniziativa già prevista per il 12 maggio con un Convegno sul nuovo Codice dei Contratti.

Cooperare: una responsabilità da condividere

L’alleanza verte attorno ad un percorso di sviluppo economico e sociale denominato “Cooperare: una responsabilità da condividere”. E’ stato avviato con la firma di un protocollo di intenti e l’avvio di una serie di iniziative per agevolare uno sviluppo economico e sociale del territorio all’insegna della legalità, della tutela dei diritti, dell’inclusione sociale e della sostenibilità ambientale e legato all’economia cooperativa.

Contro la falsa cooperazione

Il percorso è stato presentato lunedì 8 maggio 2017 in conferenza stampa, nella sede di ConfCooperative Bergamo. Erano presenti il presidente di Confcooperative Giuseppe Guerini, il coordinatore di Legacoop Lodovico Patelli, la responsabile AGCI Cinzia Sirtoli e i segretari generali provinciali di CGIL CISL UIL, Gianni Peracchi, Ferdinando Piccinini e Amerigo Cortinovis. Le Centrali cooperative e i sindacati di Bergamo intendono così promuovere azioni capaci di contrastare la falsa cooperazione, avviare una corretta politica degli appalti e valorizzare pratiche di welfare aziendale nel mondo cooperativo.

Un convegno sul codice degli appalti

Il primo appuntamento nell’ambito di questo percorso sarà il seminario sul Nuovo Codice dei Contratti, in programma per venerdì 12 maggio, Casa del Giovane, dalle 9 alle 13. Intende essere un’occasione in cui sollecitare un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti del territorio, a partire dalle istituzioni pubbliche le quali, nel quadro di una corretta politica e programmazione degli affidamenti, possono ottenere importanti risultati in relazione ai propri obiettivi e insieme possono molto contribuire ad una tutela efficace dell’economia sociale.


1) Protocollo
2) Locandina convegno

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Gli attori dell’economia sociale, e tra questi in primo luogo la cooperazione, sono una risorsa per il territorio: offrono importanti opportunità occupazionali, preziose sempre ma ancora di più in tempo di crisi, e lo fanno con un’attenzione particolare alle diverse tipologie di svantaggio, creano spazi di partecipazione e democrazia economica, connettono esigenze economiche e sviluppo sociale e culturale delle comunità.

Le potenzialità di questi attori sono legate in parte alle loro caratteristiche strutturali, sancite e sostenute dai vincoli normativi, ma richiedono anche un’alleanza autentica tra istituzioni, soggetti politici e della società civile perché le stesse non vengano bloccate e svilite da comportamenti strumentali e scorretti, talvolta francamente illegali.

In quest’ottica le organizzazioni sindacali di rappresentanza della cooperazione bergamasca Confcooperative Bergamo, Legacoop Bergamo e AGCI Bergamo e le organizzazioni sindacali di rappresentanza dei lavoratori CGIL, CISL e UIL hanno deciso di rafforzare la propria collaborazione per sostenere le forme cooperative virtuose e combattere quelle “spurie”.

Il convegno (in programma il 12 maggio dalle 9 alle 13 nella Sala degli Angeli della Casa del Giovane di Bergamo) intende essere un’occasione in cui sollecitare un’assunzione di responsabilità da parte di tutti i soggetti del territorio, a partire dalle istituzioni pubbliche le quali, nel quadro di una corretta politica e programmazione degli affidamenti, possono ottenere importanti risultati in relazione ai propri obiettivi e insieme possono molto contribuire ad una tutela efficace dell’economia sociale.


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CGIL, CISL e UIL di Bergamo esprimono solidarietà alle popolazioni del Centro Italia nuovamente colpite dal terremoto e da un’ondata di maltempo eccezionale, come da decenni non si vedeva. Invitano nuovamente lavoratori, pensionati e cittadini in generale a contribuire attraverso una raccolta fondi organizzata in collaborazione con Confindustria.

Prevalga la solidarietà, l'unità e la coesione

Esprimiamo vicinanza alle popolazioni delle provincie colpite e ai parenti delle vittime della slavina, causata dal terremoto, che ha travolto l’hotel Rigopiano di Farindola - hanno detto i tre segretari generali Gianni Peracchi della CGIL, Ferdinando Piccinini della CISL e Amerigo Cortinovis della UIL di Bergamo -. Proseguiamo con l’impegno di solidarietà verso quei territori invitando lavoratori, pensionati e in generale tutta la cittadinanza a contribuire alla nostra raccolta. Inoltre, esprimiamo la più ferma condanna verso l’atteggiamento di chi, in questi momenti drammatici di difficoltà e di emergenza, comodamente seduto in poltrona o negli studi televisivi, polemizza e strumentalizza a fini propagandistici e politici il dramma che quelle popolazioni e quelle famiglie stanno attraversando. In particolar modo di fronte ad eventi così devastanti, devono prevalere il senso di responsabilità, la solidarietà tra le persone, l’unità e la coesione. Purtroppo sembra che questi sentimenti non abitino più da tempo in molti gruppi e in molti singoli".

Il conto corrente nazionale per la raccolta fondi

CGIL, CISL e UIL esprimono il massimo sostegno e apprezzamento per le forze dell’ordine, il personale sanitario, i vigili del fuoco, la protezione civile e i tantissimi volontari che stanno prodigandosi e salvando vite umane. "La nostra provincia, come sempre, sta dando un contributo concretissimo e importante. Ricordiamo, dunque, che il conto corrente di CGIL, CISL e UIL e Confindustria a livello nazionale creato per la raccolta di fondi in occasione del terremoto dello scorso agosto è ancora aperto e può dunque essere utilizzato da chi volesse dare un aiuto”.

Indicazioji pratiche

I contributi verranno raccolti tramite il c/c con Codice IBAN: IT94V0103003201000002589031 BIC – PASCITMMRM attivato presso il Monte Paschi di Siena intestato a CONFINDUSTRIA, CGIL, CISL, UIL FONDO DI SOLIDARIETÀ PER LE POPOLAZIONI CENTRO ITALIA. La raccolta fondi terminerà il 31 gennaio 2017.

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CGIL CISL UIL di Bergamo esprimono la propria piena solidarietà e vicinanza ai parenti delle vittime, alle autorità e al popolo tedesco per il grave attentato di Berlino. Ribadiscono ancora una volta la propria ferma condanna di tutti gli episodi di terrorismo e di violenza che oltre a provocare dolore e lutti alimentano un clima di paura e conflitti. Riconfermano il proprio orientamento per un’Europa Unita nel segno della pace e della solidarietà.

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Con il presupposto di ritenere inaccettabile le molestie e le violenze nei luoghi di lavoro e di sollecitarne la denuncia per salvaguardare il principio di dignità delle lavoratrici e dei lavoratori, i sindacati Cgil Cisl Uil Bergamo con Confindutria hanno siglato l'attuazione del protocollo nazionale del 25 gennaio 2016 sulle molestie nei luoghi di lavoro. Il verbale individua la Consigliera di Parità come struttura di riferimento territoriale e l'impegno allo svolgimento di una iniziativa seminariale per capire e fronteggiare il fenomeno.

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Giovedì, 24 Novembre 2016 13:11

Artigianato al traguardo

Dopo mesi di trattative Cgil, Cisl e Uil hanno firmato con le associazioni dell’artigianato l’intesa per il nuovo modello contrattuale che riguarda un milione e mezzo di lavoratori. Un accordo molto innovativo, che rilancia il ruolo negoziale delle parti sociali, con l’obiettivo di avere un quadro di regole chiare, modernee partecipative. Nell’intesa sull’artigianato sono centrali il rafforzamento degli enti bilaterali, il livello territoriale di contrattazione e l’aggregazione dei contratti in 4 aree: manifattura, servizi, edilizia, trasporti.

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Firmato da Cgil Cisl e Uil Bergamo con Confindustria l'accordo territoriale che estende la detassazione del salario aziendale anche ai lavoratori di aziende sprovviste di accordo di secondo livello. Tutto ciò è legato ai pronunciamenti previsti dall'intesa nazionale stipulata il 14 luglio 2016. Inoltre è stato istituito il comitato paritetico territoriale incaricato di recepire e valutare la conformità dei premi di risultato istituiti in azienda. L'accordo. Il verbale del comitato

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Martedì, 27 Settembre 2016 07:25

Per la sicurezza, un nuovo Modello Bergamo

“Gli infortuni non sono mai frutto del caso, e allora non dobbiamo mai abbassare la guardia. Prima ancora del salario, che è importante…è la vita e la salute della persona, lavoratrice o lavoratore, che deve stare al primo posto sempre, senza se e senza ma”.

Bergamo terza in Lombardia come numero di infortuni

Luciana Fratus, Giacomo Meloni e Amerigo Cortinovis, responsabili per CGIL CISL UIL di Bergamo dei Dipartimenti Sicurezza dei tre sindacati, senza giri di parole sintetizzano così l’approccio che deve contraddistinguere l’azione sindacale, e quella degli altri addetti ai lavori, per limitare il più possibile gli incidenti sul lavoro, e aumentare la sensibilizzazione sulle malattie professionali. CGIL CISL UIL di Bergamo hanno di questi tempi messo a punto la ricerca sulla sicurezza in provincia: ne esce che Bergamo nel 2015 è la terza provincia lombarda, dopo Brescia e Milano, come numero di infortuni ( “e purtroppo – sottolineano - la prima parte del 2016 non mostra una inversione di tendenza, con 6 infortuni mortali avvenuti a Bergamo o che hanno coinvolto in altre province lavoratori residenti a Bergamo e provincia”) .

Un convegno per presentare i dati

Gli infortuni complessivamente denunciati a Bergamo negli anni 2013 e 2014 sono stati rispettivamente 14.900, di cui il 31,3% donne, e 14.745, di cui il 31,6% donne. “C’è una “riduzione” del 1,4% , ma gli infortuni denunciati restano un’enormità”. Il dossier di CGIL CISL UIL verrà presentato al convegno “Sicurezza Modello Bergamo” che si terrà venerdì 30 settembre, alla Scuola Edile di Seriate, alla presenza di numerosi interlocutori (ATS, INAIL, Medicina del Lavoro, Ufficio Scolastico…) e con l’assenza pesante di Confindustria (che già ha fatto sapere che non ci sarà)… Bergamo, su una media di 3.200 denunce di malattie professionali in Lombardia dal 2011 al 2015, ne rappresenta oltre 1.000 ( il 30%) ed è la prima provincia in tutta la regione.

La contrattazione deve essere protagonista

Gli infortuni in itinere rappresentano circa il 17% del totale degli infortuni denunciati e causano elevati costi umani. Infine, l’andamento storico degli infortuni dal 1965 al 2014, per il lavoratore maschio si riduce di oltre il 40%, per la lavoratrice donna resta sostanzialmente invariato. I tre sindacalisti hanno spiegato che l’aumento delle denunce per malattie professionali ha due ragioni principali:  l’inserimento nel registro del Ministero di malattie prima non riconosciute, e maggiori controlli e maggiore diffusione della cultura dei diritti, compreso il tema dello stress lavoro correlato che determina condizioni di salute precarie e difficoltose. A tutto questo va aggiunto l’innalzamento dell’età pensionabile, altra fonte di possibili infortuni e malattie professionali. Sono questi alcuni aspetti sui quali la contrattazione deve essere protagonista ad ogni livello: serve agire sul piano nazionale per migliorare il sistema pensionistico, e a livello territoriale e aziendale per garantire maggior sicurezza.

Lontani dall’obiettivo “infortuni zero”

Quella del convegno, sarà l’occasione per presentare i dati aggiornati del “pianeta Sicurezza” e avanzare le proposte sindacali per creare un “Modello Bergamo” anche in questo campo.Di lavoro ci si infortuna e si muore ancora troppo, malgrado la maggiore sensibilità collettiva – dicono Fratus, Meloni e Cortinovis -. Certo il numero di infortuni in questi anni è diminuito e questo è un fatto molto positivo, ma siamo ancora lontani anni luce dall’obiettivo “infortuni zero”, e ogni infortunio o morto sul lavoro è una sconfitta per tutti”. La sicurezza non va delegata a nessuno e ogni lavoratore deve essere protagonista della sua sicurezza, “prima di tutto esigendo le tutele adeguate, ma anche essendo esigente con se stesso, e verso i suoi colleghi nella prevenzione”.

Buone pratiche da mettere in atto

Assieme, CGIL CISL UIL di Bergamo, “con la consapevolezza che non ci sono soluzioni miracolose, hanno deciso di proporre un progetto sulla sicurezza, supportato dalle tante buone pratiche da tempo in atto sul territorio, dall’attività ispettiva degli organi competenti, dall’attività degli enti bilaterali, della pariteticità, azioni che vanno rafforzate ma senza le quali il dato sulla salute e la sicurezza sarebbe sicuramente ancora più negativo. La battaglia per una maggior salute e sicurezza si vince attraverso una costante azione di prevenzione, investimenti in nuova tecnologia e impianti moderni ed ergonomici, la formazione e l’informazione, da trasmettere anche nella lingua di origine dei lavoratori provenienti dai diversi paesi, azioni attraverso le quali si possa affermare una vera e forte cultura della sicurezza. Abbiamo sempre affermato con ragione che la cultura della sicurezza deve essere trasmessa dall’età scolastica. Un primo passo positivo in questo senso è l’accordo sperimentale dello scorso novembre 2015, con l’Unione Scolastica Territoriale, sulla scuola sicura. Protocollo che si inserisce nel piano Regionale 2014/2018 di “integrazione sicurezza nei curriculum scolastici.

Non dimentichiamo le molestie sul lavoro

In sede di presentazione del convegno, è stato ricordato positivamente il protocollo, sottoscritto il 25 gennaio scorso fra Organizzazioni Sindacali e Confindustria, che recepisce l’accordo delle parti sociali europee del 2007, di contrasto alle molestie e violenze sui luoghi di lavoro. Ma sono stati necessari nove anni perché l’Italia recepisse una normativa che in Europa da anni aveva cittadinanza. ( e per inciso le molestie, discriminazioni, possono riguardare anche il genere maschile). Noi vogliamo che questa norma trovi la sua applicazione anche a Bergamo – hanno concluso - Auspichiamo che Confindustria Bergamo, alla quale abbiamo avanzato una richiesta in tal senso, attivi presto un tavolo di confronto”.


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