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Unione Sindacale di Bergamo

Mercoledì, 07 Giugno 2017 07:10

Sicurezza e salute sempre al primo posto

Diversi anni di azioni volte a promuovere la cultura della sicurezza hanno prodotto primi miglioramenti che tuttavia sono ancora insufficienti. Lo dimostrano, con tutta la loro drammaticità, i cinque infortuni mortali in poco più di quattro mesi da inizio anno nella provincia di Bergamo o accaduti a residenti sul nostro territorio (ma al lavoro fuori dai confini provinciali). ...

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Mercoledì, 10 Maggio 2017 07:25

Urgente una piattaforma per salute e sicurezza

Un altro, l’ennesimo, infortunio mortale nel settore delle costruzioni è avvenuto nel tardo pomeriggio dell’8 maggio nel piazzale del magazzino di Bonate Sotto dell’azienda edile RBC che ha sede a Presezzo. Un lavoratore (Cesare Battaglia, 49 anni, di Brembate Sopra) è rimasto schiacciato dalla gabbia di protezione del muletto che stava guidando. Il mezzo si è ribaltato durante le operazioni di movimentazione di materiale da un autoarticolato.

Lunedì 15 assemblea di tutti i lavoratori dell’azienda

In attesa di conoscere i risultati delle indagini delle autorità competenti, i sindacati di categoria FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Bergamo hanno deciso di convocare un’assemblea di tutti i lavoratori dell’azienda per lunedì 15maggio in cui si discuterà anche della proclamazione di iniziative di mobilitazione. Si parlerà di salute e sicurezza anche alla presenza del Rappresentante dei Lavoratori alla Sicurezza Territoriale (RLST).

Mai abbassare la guardia su informazione e formazione

Nonostante le molte attività di prevenzione svolte sul territorio bergamasco, siamo ancora una volta a denunciare e a piangere un’altra morte bianca” hanno commentato i segretari provinciali Giuseppe Mancin (FENEAL UIL), Danilo Mazzola insieme a Luigi Tassetti (FILCA CISL) e Luciana Fratus insieme a Ingalill Nordli (FILLEA CGIL).Ripetiamo nuovamente che il tema dell’informazione e della formazione dei lavoratori, soprattutto nelle operazioni di movimentazione dei materiali, è di estrema importanza. Proprio la movimentazione è una delle prime cause di infortunio nella nostra provincia insieme alle cadute dall’alto. Proprio su questi specifici aspetti dell’attività lavorativa riteniamo urgente l’avvio di una campagna di informazione capillare per prevenire gli infortuni”.

Urge un protocollo generale d’intesa

FILLEA CGIL, FILCA CISL e FENEAL UIL di Bergamo chiedono, poi, al Prefetto che la Piattaforma sul tema della salute e della sicurezza in edilizia presentata il 7 novembre scorso (nel corso di uno sciopero) venga discussa al più presto e che venga attuato un Protocollo generale d’intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile.Chiediamo con forza - concludono i sindacalisti - di aumentare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro, di completare il sistema di qualificazione delle imprese e di definire norme premiali per quelle aziende che dimostrino di essere regolari e sicure. Chiediamo, poi, di contrastare il lavoro irregolare e nero introducendo la Patente a punti, di applicare il Contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere e di rafforzare il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la Sicurezza”.

investire sulla cultura della sicurezza

Dall’inizio di quest’anno stiamo già contando cinque infortuni mortali che hanno coinvolto lavoratori della nostra provincia” aggiungono Angelo Chiari per CGIL, Giacomo Meloni per CISL e Amerigo Cortinovis per UIL di Bergamo.In due giorni, domenica 7 maggio e ieri, 8 maggio, due lavoratori hanno perduto la vita: oltre all’infortunio mortale di Bonate Sotto, domenica un altro lavoratore di 54 anni è stato coinvolto in un infortunio in itinere mentre all’alba, come ogni mattina, sette giorni su sette, si stava recando al lavoro in provincia di Brescia. È una situazione gravissima: non è più (e non è mai stato) sostenibile questo costo di vite umane. Il sistema produttivo bergamasco deve riflettere seriamente su come intende agire: non ci stancheremo mai di ripetere che serve investire in modo importante nella cultura della sicurezza, nella formazione, nella prevenzione, nell’uso dei Dispositivi per la Protezione Individuale e nei processi produttivi per ridurre a zero il rischio di infortuni mortali sul lavoro”. Tutte le sigle sindacali esprimono vicinanza e affetto ai famigliari dei due lavoratori venuti a mancare negli ultimi giorni.

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Il prossimo 25 maggio i lavoratori dell’edilizia - organizzati da FenealUil, Filca Cisl e Fillea Cgil - saranno nelle piazze d’Italia per rivendicare il diritto ad accedere realmente alla pensione dopo anni passati sulle impalcature, per la sicurezza, per il lavoro e per il rinnovo dei contratti, per una seria lotta al lavoro nero. Una delegazione della Filca Bergamo scenderà alla manifestazione interregionale di Bologna. Il concentramento è previsto alle 10 in Piazza XX Settembre per poi procedere in corteo fino all' INPS Regionale di Via Milazzo 4/2. 

PENSIONI

L’APE Agevolata ha rappresentato un passo avanti positivo nella vertenza intrapresa dal sindacato sul versate pensionistico ma, per come oggi è concepita la normativa, rischiano di essere pochissimi gli operai edili over 60 che potranno accedere all’APE Agevolata, in quanto 36 anni di contributi di cui gli ultimi 6 continuativi sono requisiti eccessivi per chi, strutturalmente, lavora con discontinuità. Anche la proposta di modificare i 6 anni in almeno 6 sugli ultimi 7, seppur migliorativa, non allargherà certo le possibilità a molti, essendo oltre 23 mila gli operai edili over 60 ancora sulle impalcature che hanno una media di 15 settimane di non lavoro l’anno. Mandare in pensione operai edili over 60 non è quindi solo un atto di giustizia, per evitare anche i tanti incidenti tragici che colpiscono in particolare gli operai più anziani, ma anche un modo per favorire le assunzioni di migliaia di giovani tecnici preparati ad affrontare le sfide di un’edilizia sempre più di qualità. Ma perché questa riforma trovi la giusta applicazione per tutti i lavoratori edili, bisogna impedire la fuga dal CCNL edile verso contratti economicamente più convenienti, che oltre a ridurre il salario dei lavoratori impediscono di fatto la corretta individuazione dei lavoratori che hanno diritto all’accesso a l’APE agevolata.

SICUREZZA SUI CANTIERI

Siamo stanchi di assistere ad una strage continua. Dai cantieri autostradali a chi cade dalle impalcature, a chi rimane folgorato, con la crisi il sistema ha tagliato prima di tutto sulla sicurezza. Troppe aziende non investono più su un’organizzazione efficiente dei cantieri, troppi committenti, pubblici e privati, sottovalutano l’importanza del tema. L’assegnazione degli appalti con la regola del massimo ribasso non fa altro che aumentare i rischi per la salute dei lavoratori, in questo senso il nuovo codice degli appalti ha perso un’occasione per ridurre la possibilità di assegnare gli appalti con questo sistema. Da tempo chiediamo di introdurre la patente a punti, di rafforzare i sistemi ispettivi, di modificare il DM 2013 sulla sicurezza nei cantieri mobili. Chiediamo al Governo scelte forti, non un mero cordoglio di circostanza.

RILANCIO DEL SETTORE

Il sistema infrastrutturale del Paese è al collasso in molte sue parti. Servono politiche straordinarie di manutenzione di tutte le principali infrastrutture e servono nuove opere pubbliche moderne ed efficienti colmando il divario tra aree interne e città, tra Nord e Sud del Paese. Si deve rafforzare la politica della riqualificazione energetica e anti sismica, rendendo cedibili alle banche i crediti dei cittadini che riqualificano i condomini. Occorre spendere presto e bene le risorse stanziate per il recupero e la riqualificazione urbana, per il rilancio dell’edilizia pubblica, per la messa in sicurezza del territorio. Abbiamo bisogno che gli stanziamenti previsti dal governo centrale e da quelli locali, si trasformino immediatamente in cantieri, con la consapevolezza che se non riparte l’edilizia non potrà ripartire il Paese.

RINNOVO DEI CONTRATTI NAZIONALI

Il rinnovo dei Contratti nel nostro settore vuol dire dare più salario per far ripartire l’economia ed i consumi, vuol dire scommettere sulla qualità delle imprese, sul contrasto al lavoro nero e all’evasione, il rafforzamento della previdenza e della sanità integrativa e dei fondi per l’aiuto al pensionamento anticipato, sul rafforzamento della nostra bilateralità a tutela dei lavoratori e delle aziende più serie. Chiediamo a tutte le nostre controparti di fare un salto di qualità, di accettare fino in fondo la sfida della qualità, della valorizzazione dell’occupazione stabile, del riconoscimento delle professionalità vecchie e nuove.


Scarica la locandina

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Tre incidenti mortali, 300 infortuni, alcuni anche con conseguenze gravi: è il triste bollettino degli ultimi due anni dell’edilizia bergamasca. Quello dei cantieri è uno dei settori più colpiti, con un incremento impressionante di denunce di malattie professionali e di vittime.

Un settore con un record drammatico

Negli ultimi 15 anni in provincia di Bergamo dei 164 infortuni mortali 58 (35,4%) sono accaduti nel comparto dell’edilizia. Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce sono state 965, di cui 300 di lavoratori edili. Di fronte a questa impressionante serie di infortuni, tutto il settore dell’edilizia il 7 novembre 2016 ha scioperato per un’ora per rivendicare più sicurezza . A Bergamo le segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL hanno incontrato il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino, mentre fuori dal palazzo di via Tasso i lavoratori hanno tenuto un presidio per tutta la mattinata.Il Prefetto ha accolto le nostre richieste e la nostra piattaforma e ha scelto di farsi promotore di un protocollo generale di intesa da sottoporre e discutere con le istituzioni e con tutte le associazioni datoriali, con il comune obiettivo di aumentare la regolarità e la sicurezza nei luoghi di lavoro con particolare attenzione al mondo edile”, dicono i tre segretari provinciali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL: Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Angelo Chiari.

Aumentare i controlli e le sanzioni

I sindacati chiedono con forza di aumentare i controlli e le sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro; completare il sistema di qualificazione delle imprese e definire norme premiali per quelle imprese che dimostrino di essere regolari e sicure, contrastare il lavoro irregolare e nero introducendo la Patente a Punti; applicare il contratto edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere e rafforzare il ruolo dei Rappresentanti dei Lavoratori per la sicurezza RLST.Il Prefetto si è dimostrata assolutamente convinta che un’azione coordinata di tutti gli attori possa portare a risultati positivi - spiegano i tre sindacalisti -. Ha dato la massima disponibilità ad attivare un tavolo sulle tematiche della sicurezza, per contrastare l’eccessivo utilizzo di voucher e di altre forme contrattuali non ortodosse”.

Il Prefetto interverrà presso il governo

“Inoltre, il Prefetto ha dato la sua disponibilità ad intervenire presso il Governo e il Ministero del Lavoro affinché le nostre richieste vengano prese seriamente in considerazione. Chiediamo, oltre ai temi della sicurezza, una particolare attenzione al tema previdenziale: pensiamo che l’Ape agevolata (Anticipo pensionistico) debba essere davvero accessibile agli operai edili, il cui lavoro è sicuramente pesante e rischioso, permettendogli di accedere alla pensione in anticipo senza penalizzazioni, considerando che il lavoro edile è caratterizzato da lunghi periodi di discontinuità contributiva”. La crisi ha favorito la crescita di lavoro nero e irregolare e ha facilitato infiltrazioni mafiose nel settore: “Anche su questo aspetto il Prefetto ha sottolineato come le istituzioni abbiano ben presente il fenomeno e tengano monitorata quotidianamente la situazione, intervenendo direttamente contro chi opera nell’illegalità”.


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In tutt’Italia i lavoratori edili si fermano lunedì 7 novembre per rivendicare più sicurezza nei cantieri: lo sciopero, che durerà un’ora, sarà accompagnato in Lombardia da una serie di iniziative per sensibilizzare le imprese, le istituzioni e tutti i soggetti che operano nella filiera delle costruzioni (architetti, ingegneri, geometri, lavoratori autonomi, ecc.).

I sindacati degli edili dal Prefetto Costantino

A Bergamo le segreterie territoriali di FENEAL UIL, FILCA CISL e FILLEA CGIL incontreranno il Prefetto Tiziana Giovanna Costantino (ore 10.30) e terranno un presidio in via Tasso dalle ore 9.30 alle 12. “Chiederemo al Prefetto di consegnare da parte nostra al Governo una lettera in cui sollecitiamo il completamento di quanto previsto dal Testo Unico sulla Salute e Sicurezza (81/2008) con la costituzione della patente a punti (strumento fondamentale per la selezione ed il sistema di qualificazione delle imprese), ma anche l’intensificazione dei controlli e l’aumento delle sanzioni in materia di sicurezza sul lavoro - hanno detto i tre segretari generali delle categoria degli edili di Bergamo, Giuseppe Mancin, Danilo Mazzola e Angelo Chiari -. Riteniamo, poi, importante che il Governo poi ripristini il DURC nella sua forma originaria passando in tempi brevi alla certificazione della congruità e il contrasto al lavoro irregolare moltiplicatore di incidenti e di infortuni mortali. Rivendichiamo, infine, l’applicazione del Contratto nazionale edile a tutti i lavoratori impiegati in cantiere con l’obiettivo di assicurare un’adeguata formazione sulla sicurezza”.

Una piattaforma per la sicurezza sui cantieri

I sindacati consegneranno al Prefetto anche una Piattaforma più alcune proposte per la stipula di un Protocollo sulla regolarità e la sicurezza nei cantieri bergamaschi. In provincia di Bergamo nel 2015 si contano 11 infortuni mortali di cui 2 nelle costruzioni. Complessivamente gli infortuni sono stati 975, di cui il 30% in edilizia. Negli ultimi 15 anni il settore delle costruzioni a Bergamo è stato il settore con il più alto tasso infortunistico: dei 164 infortuni mortali 58 (35,4%) sono accaduti nel comparto dell’edilizia. Per quanto riguarda le malattie professionali le denunce a Bergamo sono state 965 di cui 300 riguardano lavoratori edili.


Scarica la lettera consegnata al Prefetto

 

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L’infortunio in itinere è l’infortunio che il lavoratore subisce nel tragitto che deve necessariamente percorrere per recarsi sul luogo di lavoro. Con l'allegato alla circolare n.14 del marzo 2016 l'Inail formalizzato le linee guida per la trattazione dei casi di infortuni in itinere in particolare per l'utilizzo della bicicletta.

Inoltre riportiamo all'attenzione la sentenza del 13 aprile 2016 (n. 7313) con la quala la Cassazione ha stabilito che l’incidente occorso al lavoratore in bici sul tragitto fra casa e ufficio va sempre risarcito, anche se la distanza da percorrere è breve e ben si potrebbero usare i mezzi pubblici o andare a piedi.


- L'allegato alla circolare dell'Inail
- La sentenza della Cassazione

 

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Martedì, 27 Settembre 2016 07:25

Per la sicurezza, un nuovo Modello Bergamo

“Gli infortuni non sono mai frutto del caso, e allora non dobbiamo mai abbassare la guardia. Prima ancora del salario, che è importante…è la vita e la salute della persona, lavoratrice o lavoratore, che deve stare al primo posto sempre, senza se e senza ma”.

Bergamo terza in Lombardia come numero di infortuni

Luciana Fratus, Giacomo Meloni e Amerigo Cortinovis, responsabili per CGIL CISL UIL di Bergamo dei Dipartimenti Sicurezza dei tre sindacati, senza giri di parole sintetizzano così l’approccio che deve contraddistinguere l’azione sindacale, e quella degli altri addetti ai lavori, per limitare il più possibile gli incidenti sul lavoro, e aumentare la sensibilizzazione sulle malattie professionali. CGIL CISL UIL di Bergamo hanno di questi tempi messo a punto la ricerca sulla sicurezza in provincia: ne esce che Bergamo nel 2015 è la terza provincia lombarda, dopo Brescia e Milano, come numero di infortuni ( “e purtroppo – sottolineano - la prima parte del 2016 non mostra una inversione di tendenza, con 6 infortuni mortali avvenuti a Bergamo o che hanno coinvolto in altre province lavoratori residenti a Bergamo e provincia”) .

Un convegno per presentare i dati

Gli infortuni complessivamente denunciati a Bergamo negli anni 2013 e 2014 sono stati rispettivamente 14.900, di cui il 31,3% donne, e 14.745, di cui il 31,6% donne. “C’è una “riduzione” del 1,4% , ma gli infortuni denunciati restano un’enormità”. Il dossier di CGIL CISL UIL verrà presentato al convegno “Sicurezza Modello Bergamo” che si terrà venerdì 30 settembre, alla Scuola Edile di Seriate, alla presenza di numerosi interlocutori (ATS, INAIL, Medicina del Lavoro, Ufficio Scolastico…) e con l’assenza pesante di Confindustria (che già ha fatto sapere che non ci sarà)… Bergamo, su una media di 3.200 denunce di malattie professionali in Lombardia dal 2011 al 2015, ne rappresenta oltre 1.000 ( il 30%) ed è la prima provincia in tutta la regione.

La contrattazione deve essere protagonista

Gli infortuni in itinere rappresentano circa il 17% del totale degli infortuni denunciati e causano elevati costi umani. Infine, l’andamento storico degli infortuni dal 1965 al 2014, per il lavoratore maschio si riduce di oltre il 40%, per la lavoratrice donna resta sostanzialmente invariato. I tre sindacalisti hanno spiegato che l’aumento delle denunce per malattie professionali ha due ragioni principali:  l’inserimento nel registro del Ministero di malattie prima non riconosciute, e maggiori controlli e maggiore diffusione della cultura dei diritti, compreso il tema dello stress lavoro correlato che determina condizioni di salute precarie e difficoltose. A tutto questo va aggiunto l’innalzamento dell’età pensionabile, altra fonte di possibili infortuni e malattie professionali. Sono questi alcuni aspetti sui quali la contrattazione deve essere protagonista ad ogni livello: serve agire sul piano nazionale per migliorare il sistema pensionistico, e a livello territoriale e aziendale per garantire maggior sicurezza.

Lontani dall’obiettivo “infortuni zero”

Quella del convegno, sarà l’occasione per presentare i dati aggiornati del “pianeta Sicurezza” e avanzare le proposte sindacali per creare un “Modello Bergamo” anche in questo campo.Di lavoro ci si infortuna e si muore ancora troppo, malgrado la maggiore sensibilità collettiva – dicono Fratus, Meloni e Cortinovis -. Certo il numero di infortuni in questi anni è diminuito e questo è un fatto molto positivo, ma siamo ancora lontani anni luce dall’obiettivo “infortuni zero”, e ogni infortunio o morto sul lavoro è una sconfitta per tutti”. La sicurezza non va delegata a nessuno e ogni lavoratore deve essere protagonista della sua sicurezza, “prima di tutto esigendo le tutele adeguate, ma anche essendo esigente con se stesso, e verso i suoi colleghi nella prevenzione”.

Buone pratiche da mettere in atto

Assieme, CGIL CISL UIL di Bergamo, “con la consapevolezza che non ci sono soluzioni miracolose, hanno deciso di proporre un progetto sulla sicurezza, supportato dalle tante buone pratiche da tempo in atto sul territorio, dall’attività ispettiva degli organi competenti, dall’attività degli enti bilaterali, della pariteticità, azioni che vanno rafforzate ma senza le quali il dato sulla salute e la sicurezza sarebbe sicuramente ancora più negativo. La battaglia per una maggior salute e sicurezza si vince attraverso una costante azione di prevenzione, investimenti in nuova tecnologia e impianti moderni ed ergonomici, la formazione e l’informazione, da trasmettere anche nella lingua di origine dei lavoratori provenienti dai diversi paesi, azioni attraverso le quali si possa affermare una vera e forte cultura della sicurezza. Abbiamo sempre affermato con ragione che la cultura della sicurezza deve essere trasmessa dall’età scolastica. Un primo passo positivo in questo senso è l’accordo sperimentale dello scorso novembre 2015, con l’Unione Scolastica Territoriale, sulla scuola sicura. Protocollo che si inserisce nel piano Regionale 2014/2018 di “integrazione sicurezza nei curriculum scolastici.

Non dimentichiamo le molestie sul lavoro

In sede di presentazione del convegno, è stato ricordato positivamente il protocollo, sottoscritto il 25 gennaio scorso fra Organizzazioni Sindacali e Confindustria, che recepisce l’accordo delle parti sociali europee del 2007, di contrasto alle molestie e violenze sui luoghi di lavoro. Ma sono stati necessari nove anni perché l’Italia recepisse una normativa che in Europa da anni aveva cittadinanza. ( e per inciso le molestie, discriminazioni, possono riguardare anche il genere maschile). Noi vogliamo che questa norma trovi la sua applicazione anche a Bergamo – hanno concluso - Auspichiamo che Confindustria Bergamo, alla quale abbiamo avanzato una richiesta in tal senso, attivi presto un tavolo di confronto”.


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Mai abbassare la guardia! Questo è l'imperativo che le Organizzazioni sindacali CGIL, CISL, UIL di Bergamo si sono dati nel decidere di redigere un dossier sicurezza a Bergamo che oltre all'analisi dei dati infortunistici del territorio si prefigge anche di indicare alcune proposte e azioni concrete per continuare a contrastare il fenomeno negativo delle malattie e infortuni sul lavoro, perché il diritto alla salute e sicurezza è un diritto primario e insopprimibile, tuttavia purtroppo non ancora un diritto effettivo, pienamente esigibile.


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Pubblicato in Materiale informativo
Venerdì, 30 Settembre 2016 00:00

Sicurezza: modello Bergamo

Il sindacato della Cisl Bergamo, insieme a Cgil e Uil Bergamo, hanno organizzato il convegno "Sicurezza: modello Bergamo". Moderato da Luciana Fratus (Segreteria Cgil Bergamo) prevede l'introduzione di Giacomo Meloni (Segreteria Cisl Bergamo) e gli interventi programmati e il dibattito con le Rls. Si termina con le conclusioni di Angelo Urso (Segretario Uil Milano Lombardia).


Appuntamento il 30 settembre (9 - 13) all'Edilforum della Scuola Edile di Seriate.


Locandina

 

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Mercoledì, 22 Giugno 2016 00:00

Inail: relazione annuale 2015

E' stata presentata il 22 giugno 2016 la relazione annuale dell'INAIL e la sintesi inerenti l'andamento degli infortuni e delle malattie professionali registrati nel 2015. Dal rapporto si conferma un andamento decrescente del numero degli infortuni con un calo del 6,6% rispetto al 2014 come pure in calo del 2% il numero degli infortuni mortali, sempre in confronto al 2014 e del 23,4% rispetto al 2011.

La riduzione del numero degli infortuni è sicuramente un fatto positivo ma non sufficiente. Ancora troppi comunque sono gli infortuni sul lavoro come pure gli infortuni in itinere, per gli uni come gli altri serve una forte azione di formazione (non formale) che contribuisca a formare una forte cultura della sicurezza, e una adeguata politica di prevenzione da parte delle imprese, che passa anche tramite gli investimenti e l'innovazione tecnologica


- Relazione annuale
- Sintesi

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