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Unione Sindacale di Bergamo

Dopo tre anni, due governi e un incalcolabile numero di modifiche e limature è arrivato oggi il via libera definitivo del Senato al Ddl sul lavoro autonomo. Una riforma molto attesa perché prevede importanti novità in ambito fiscale e previdenziale che dovrebbero assicurare una maggiore tutela al lavoro autonomo. In sostanza la nuova Legge estende maternità, malattia e riposi a 2,5 milioni di lavoratori spesso non iscritti ad alcun albo e senza rappresentanza sindacale. Qui di seguito le principali novità -->

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L'apprendistato è una tipologia contrattuale che necessita di un forte e deciso rilancio nella sua attuazione. Questo può avvenire anche grazie alle novità introdotte dal Decreto 81 del 2015 facente parte della riforma del lavoro (Jobs act) che rafforza il ricorso al sistema duale di formazione e lavoro.

Il recente accordo stipulato fra le organizzazioni sindacali CGIL,CISL, UIL regionali della Lombardia e le associazioni dell'artigianato, Confartigianato, CNA, Casartigiani, C.L.A.A.I.dice Giacomo Meloni della segreteria del sindacato CISL Bergamo -, delinea la valorizzazione della formazione aziendale e il ruolo degli organismi bilaterali, mentre promuove la stabilizzazione occupazionale per 18.113 apprendisti occupati nel settore dell'artigianato in Lombardia, il 23,4% del totale degli apprendisti in regione Lombardia”.

A Bergamo gli apprendisti con contratto professionalizzante sono 7810 di questi, 1998 assunti dopo l'entrata in vigore del Jobs Act. Con lo stesso decreto, a Bergamo sono stati assunti 117 ragazzi tramite l’apprendistato per la qualifica professionale.

In pratica, lavorano e studiano, e 87 di questi conseguiranno il diploma di istruzione secondaria superiore. Di questi, oltre il 50% è assunto nel settore metalmeccanico, il 22,9% nell'edilizia e legno arredamenti, i restanti nel settore commercio, servizi e alimentari.

Sono numeri di assoluto interesse – continua Meloni - e che manifestano una possibile inversione di tendenza anche a Bergamo verso un sistema contrattuale di primaria importanza per l'avviamento al lavoro dei giovani, che necessita anche di adeguate implementazioni contrattuali sia nei contratti nazionali che con iniziative territoriali”.

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Nei giorni scorsi è stato sottoscritto presso il Ministero del Lavoro, alla presenza dei rappresentanti delle Regioni, un accordo per l'attuazione in via sperimentale del Sistema Duale di alternanza Scuola Lavoro. La misura contenuta negli strumenti attuativi del Jobs act mira a promuovere in maniera innovativa la formazione dei giovanifavorendo la transizione dal mondo della scuola a quello del lavoro partendo, appunto, dalla alternanza fra Scuola e Lavoro. ...

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Chiudiamo l’anno con due buone notizie: si sta definendo l’intesa unitaria sul modello contrattuale. Siamo davvero a un punto di svolta che potrebbe portare già nei prossimi giorni a formalizzare la proposta comune per aprire un nuovo percorso unitario, essenziale in questa fase. La seconda buona notizia è data dal fatto che la ripresa auspicata all’inizio di quest’anno, oggi è finalmente apprezzabile, grazie a numerosi aspetti positivi”.

Così Ferdinando Piccinini e Giacomo Meloni, della segreteria del sindacato CISL Bergamo, hanno avviato la conferenza stampa dedicata all’analisi dell’anno del Jobs Act e alla presentazione di due nuovi strumenti di lavoro: un opuscolo “ultimativo” sulla riforma del lavoro e lo “Sportello Lavoro”, un nuovo servizio che la CISL orobica avvierà prima dalla prossima primavera.

È stato dunque un anno vissuto sul filo della crisi, tra cadute e prospettive di ripresa. Nei primi nove mesi di quest’anno, gli avviamenti sono stati 105.933, il 9,6% in più rispetto al 2014;  le proroghe di contratti sono state 26.39, + 48%, e  riguardano quasi esclusivamente i tempi determinati, mentre le trasformazioni sono state 11.485, il 38% in più. Le assunzioni con contratto a tempo indeterminato, 26.179, hanno fatto segnare un aumento di 31 punti in percentuale sul 2014, e il saldo fra avviamenti e cessazioni rimane negativo solo nel settore delle costruzioni, anche se in miglioramento sul 2014 (-176), mentre è andata nettamente meglio nell’industria, nel commercio e nell’agricoltura.

Anche il dato sulla mobilità punta decisamente al “sereno stabile”: nel 2015 (da gennaio a Novembre) i licenziamenti nelle aziende medio grandi hanno toccato quota 2237, meno dei 2710 dell’anno scorso, molto meno rispetto ai 5365 del 2013. Anche il ricorso alla Cassa Integrazione, a Bergamo, consegna riscontri incoraggianti:- 30%  per il metalmeccanico; -37% nel tessile/abbigliamento e - 2,5%  in edilizia.

Ci sono ancora alcuni segnali preoccupanti – sottolinea Meloni: il numero di persone in difficoltà che ha varcato le porte dei Centri Ascolto Caritas in cinque anni è quadruplicato, passando dai 900 ai 3500”.

Comunque la si possa pensare sul merito della riforma, hanno sottolineato i due sindacalisti della CISL, “è fuori discussione che si è cambiata pagina rispetto al passato su tanti aspetti che regolano il mercato del lavoro. Stiamo parlando di una riforma importante, che rimette al centro, come da tempo chiedeva la CISL, il lavoro a tempo indeterminato, tramite il contratto a tutele crescenti e lo sgravio contributivo alle imprese, scelta che anche a Bergamo ha dato i primi frutti positivi.

Certamente si può e si deve fare di più: l'incremento dell'occupazione è dovuto in parte alle nuove regole, e in parte alla graduale ripresa che dall'inizio del 2015 sta interessando anche il nostro paese. È in ogni caso un dato incontrovertibile che per la prima volta da anni assistiamo ad una inversione positiva del dato occupazionale anche a Bergamo”.

Anche per questi motivi, dunque, la CISL provinciale ha deciso di “rafforzare la cassetta degli attrezzi” a disposizione di delegati e operatori. Innanzitutto “Jobs Act, tutto quello che c’è da sapere sulla nuova legge del lavoro”, un volume veloce e agile con una serie di approfondimenti e aggiornamenti via web. Per il 2016, invece, l’impegno della CISL orobica verterà sull’attivazione dello “sportello lavoro”,utilizzando le risorse che all’interno dell’organizzazione ci sono, dovremmo garantire che il lavoratore che perde il lavoro trovi la necessaria assistenza e accompagnamento alla ricerca di una nuova occupazione. Non diventeremo un’agenzia di somministrazione, ma un riferimento per chiunque, con l’intento di non lasciare mai solo il lavoratore”. 

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Venerdì, 09 Ottobre 2015 07:39

I lavori socialmente utili dopo il Jobs act

Il recente Decreto Legislativo 14 settembre 2015, n. 150, in materia di servizi per il lavoro e politiche attive, all'articolo 26 comma 12  stabilisce che: Gli articoli 7 e 8 del decreto legislativo 1 dicembre 1997 n. 468, si applicano ai soli progetti di attività e lavori socialmente utili in corso alla data di entrata in vigore del presente decreto".

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Le nuove disposizioni in materia di sicurezza contenute nel nuovo decreto 81 del 15 giugno 2015 del jobs act. A cura di Cinzia FrascheriGiuslavorista, Responsabile nazionale CISL salute sicurezza sul lavoro.

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Il congedo parentale dopo il Jobs act: 
Con Dlgs 80 del 15/6/2015, il Governo ha previsto una serie di modifiche al T.U. su maternità/paternità (Dlgs 151/2001).


Per saperne di più scarica l'informativa redatta dall'Ufficio Tecnico della Cisl Bergamo

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Lunedì, 06 Luglio 2015 00:00

Cisl Informa (15/7/15) - CoCoPro e CoCoCo

 

 

CoCoPro e CoCoCo: le collaborazioni nel Jobs Act: 
Il 25 giugno scorso è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 81 del 15/6/2015 , recante la disciplina organica delle varie tipologie di contratti di lavoro e la revisione della normativa in tema di mansioni. Analizziamo le sostanziali modifiche introdotte alle norme relative alle collaborazioni.


Per saperne di più scarica l'informativa redatta dall'Ufficio Tecnico della Cisl Bergamo

Pubblicato in Cisl Informa (video)

Non si vedeva da 36 mesi un saldo positivo tanto consistente nelle previsioni di assunzione del settore privato. Sono 83mila i posti di lavoro aggiuntivi che le imprese dell'industria e dei servizi intendono creare tra aprile e giugno 2015, 82mila dei quali destinati a lavoratori alle dipendenze. L'effetto Jobs act si fa sentire nei programmi occupazionali delle imprese, corroborato però dal vento di ripresa che sta attraversando il sistema produttivo”. UnionCamere e Excelsior lodano l’operato del Governo Renzi e leggono i dati di una ripresa altrimenti difficile da intuire. Ma, sorpresa, Bergamo non partecipa alla festa.

"Le uniche province nelle quali ancora alcune decine di posti di lavoro potrebbero andare persi – conclude infatti la nota Excelsior - sono quelle di Modena, Bergamo, Alessandria, Asti e Pavia". I dati  sull'occupazione, dice Giacomo Meloni, segretario del sindacato CISL Bergamo, “risentono della volatilità legata al mercato del lavoro e alla stagionalità tipica di alcuni settori come i servizi turistici e della ristorazione. Sono evidenti alcuni segnali incoraggianti che necessitano però di conferme e incrementi nel corso dei prossimi mesi dell'anno, e nel primo periodo dell'anno il saldo complessivo tra nuove assunzioni e uscite in provincia di Bergamo è positivo. Purtroppo a fronte di un incremento delle assunzioni a tempo indeterminato, fa da contraltare il calo dell'apprendistato.

Se possiamo affermare che in questa fase la parte più acuta della crisi e della perdita di posti di lavoro è terminata, non possiamo purtroppo con altrettanta certezza affermare che si sia avviata la fase della ripresa. Serve come dice da tempo la CISL avviare una riforma per un fisco più equo e giusto, nuove e incisive politiche industriali che diano forza al settore manifatturiero, ridurre i costi energetici e dare gambe concretamente ad adeguate politiche attive del lavoro, rafforzare l'alternanza scuola lavoro”.  

Il saldo positivo di 83mila unità, secondo l’indagine, deriva dalla differenza tra 282mila entrate e 199mila uscite attese. Per Unioncamere "il confronto con il secondo trimestre 2014 consente di cogliere l'effetto dei più recenti provvedimenti varati dal Governo in materia di mercato del lavoro: le assunzioni a tempo indeterminato sono infatti quasi l'80% in più di un anno fa. Meno cospicua, invece, la crescita delle assunzioni previste con contratto a tempo determinato (157mila, in aumento del 4,6% rispetto al II trimestre 2014) e dei contratti interinali (27mila le entrate, +7,8%). In calo, invece, le entrate previste con contratti di apprendistato (saranno 8.800, -8,7% rispetto a un anno fa) e, soprattutto, le collaborazioni a progetto (8.500 quelle attese, con una riduzione del 36,4% rispetto ad aprile-giugno 2014)”.

Nell’analisi dei diversi settori, “spicca, per effetto della stagionalità, il settore turistico, con le imprese legate all'alloggio e alla ristorazione che dovrebbero creare 61.600 posti di lavoro aggiuntivi nel trimestre. Positivo, però, anche il dato delle costruzioni (+3.600 il saldo tra entrate e uscite), di quasi tutti i settori industriali (a cominciare dall'alimentare e dalla meccanica) e, tra i servizi, di quelli di supporto alle imprese e legati all'Ict”.

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Il 25 giugno 2015 è entrato in vigore il Decreto Legislativo n. 80 “Misure per la conciliazione delle esigenze di cura, di vita e di lavoro” attuativo della delega del Jobs ActIl provvedimento introduce diversi correttivi al Testo Unico di Tutela della Maternità e Paternità con l’obiettivo dichiarato di adottare “misure volte a tutelare la maternità delle lavoratrici e a favorire le opportunità di conciliazione dei tempi di vita e di lavoro per la generalità dei lavoratori”, intervenendo in un settore strategicamente importante per “un benessere durevole, per una crescita economica sostenibile e per la coesione sociale”, come recita l’Avviso Comune siglato il 7 Marzo 2011.

Tuttavia l’impatto complessivo della norma appare un tentativo timido di intervento, in quanto si è scelta la via di un’attuazione parziale della delega. Le disposizioni, previste in via sperimentale per il solo anno 2015, godrebbero di un prolungamento di efficacia e copertura finanziaria sino al 2024 per effetto delle riduzioni di spesa previste dallo “Schema di Decreto legislativo recante disposizioni per il riordino della normativa in materia di ammortizzatori sociali in deroga in costanza di rapporto di lavoro”, approvato preliminarmente dal Consiglio dei Ministri dell’11/06/2015 e ora alle Commissioni Parlamentari per i previsti pareri.


Testo del decreto
Il commento della Cisl

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